È scontro tra i geometri bresciani e il Comune sui nuovi diritti di segreteria per le pratiche edilizie e l’accesso agli atti. Il Collegio provinciale dei Geometri e geometri laureati e il Sindacato Geometri liberi professionisti hanno presentato ricorso straordinario al presidente della Repubblica contro le delibere della Giunta comunale del 10 giugno e del 16 settembre 2026, chiedendone la sospensione cautelare e l’annullamento.
Al centro della controversia gli aumenti introdotti dall’Amministrazione, giudicati «sproporzionati e non adeguatamente giustificati». Tra i casi più significativi secondo i geometri ci sono le pratiche edilizie in sanatoria, il cui costo è passato da 110 a 500 euro, e le istanze di compatibilità paesaggistica, salite da 52 a 500 euro.
Le contestazioni riguardano anche l’applicazione di diritti a procedimenti che, secondo i ricorrenti, non rientrerebbero tra quelli previsti dalla normativa del 1993. Nel mirino finiscono inoltre i 35 euro richiesti per la semplice consultazione di una pratica edilizia, attività che, sostengono i geometri, dovrebbe essere gratuita per legge.
Secondo le due organizzazioni, le nuove tariffe non sarebbero sostenute da un’analisi puntuale dei costi amministrativi e rischierebbero di pesare su cittadini e professionisti, soprattutto nelle regolarizzazioni immobiliari legate alle compravendite.
Dopo aver chiesto senza esito un riesame in autotutela al Comune, il Collegio guidato da Giuseppe Zipponi e il Sindacato presieduto da Dario Piotti hanno quindi scelto la via del ricorso, affidando a un organo terzo la valutazione della legittimità dei provvedimenti.



