Economia

Riassetto Itap, Piero Marigo è il nuovo amministratore delegato

Il blocco del mercato russo frena i ricavi della società di Lumezzane, ma l’utile 2025 è di 12,7 milioni. Francesco Patti: «Avviato un percorso di sviluppo su basi solide»
Francesco Patti e Piero Marigo sono al vertice del nuovo Cda di Itap
Francesco Patti e Piero Marigo sono al vertice del nuovo Cda di Itap

L’ingegnere Piero Marigo è il nuovo amministratore delegato della Itap, storica realtà valgobbina (185 dipendenti) che fa riferimento alla famiglia Patti e attiva nel settore idrotermosanitario con la produzione dii valvole, raccordi e collettori di distribuzione. «La nomina si inserisce in un più ampio progetto di rafforzamento della managerialità e mira a sostenere l’attuazione delle strategie di medio lungo periodo, valorizzando competenze, processi e struttura organizzativa del gruppo», riporta una nota della società lumezzanese.

Marigo vanta un curriculum di prim’ordine (si è laureato all’Università di Padova in Ingegneria chimica e all’University of California di San Diego; inoltre ha conseguito un master in Amministrazione aziendale all’Insead, in Francia) e un’esperienza professionale di pari livello in gruppi industriali che operano su scala globale. «Il nuovo a.d. - aggiungono dalla Itap - avrà un ruolo centrale sia nella definizione delle linee strategiche e industriali sia nella loro esecuzione operativa. La famiglia Patti - evidenziano - continuerà a rappresentare un solido punto di riferimento per Itap ed è pienamente unita e convinta di questa scelta, orientata a garantire sviluppo, continuità e creazione di valore per tutti gli stakeholder».

Il punto

La nomina di Marigo al timone della società di via Ruca coincide con il riassetto dei vertici aziendali. Il nuovo Consiglio di amministrazione sarà composto da Francesco Patti nella veste di presidente e da Graziano ed Ezio Patti insieme a Tarcisio Bertoli, Mario Mazzoleni e Attilio Annoni nel ruolo di consiglieri.

«Questo passaggio conferma la volontà di Itap di dotarsi di una governance moderna e strutturata, in grado di affrontare con efficacia le sfide del contesto competitivo e sostenere una crescita duratura», rimarcano da Lumezzane. Non solo: «La nomina del nuovo amministratore delegato si inserisce in un percorso di evoluzione - puntualizzano -: l’azienda continua ad operare su basi solide e ha scelto consapevolmente di compiere questo passo come investimento per sostenere la crescita futura in un momento ritenuto propizio per un cambiamento così importante. Il bilancio 2025 si è chiuso infatti con risultati positivi che confermano il trend storico del gruppo: il fatturato si è attestato a 118 milioni di euro e l’utile netto a 12,7 milioni. La situazione finanziaria peraltro rimane solida: la società dispone infatti di risorse liquide per oltre 120 milioni e non presenta debiti verso il sistema creditizio».

Itap opera nel settore idrotermosanitario con la produzione di valvole, raccordi e collettori di distribuzione
Itap opera nel settore idrotermosanitario con la produzione di valvole, raccordi e collettori di distribuzione

Lo scenario

I mercati in cui opera la Itap restano, tuttavia, contrassegnati da diversi aspetti critici. Lo scrive anche l’ex presidente Vincenzo Patti nella Relazione sulla gestione allegata all’ultimo bilancio. Seppure il comparto nazionale delle valvole e della rubinetteria abbia riportato nel 2025 un trend positivo, rimane caratterizzato da alcuni fattori di rischio: tra cui la quasi totale chiusura del mercato russo, l’aumento dei costi energetici rispetto all’inizio della guerra in Ucraina, la sempre più qualificata concorrenza dei produttori asiatici, la volatilità del cambio euro/dollaro, l’impatto dei dazi statunitensi e, per ultimo in ordine temporale, la crisi in Medio Oriente. Tant’è che l’effetto congiunto della guerra in Ucraina (con il conseguente blocco delle vendite in Russia) si riflette sui conti di Itap con una contrazione del fatturato (-2,7% rispetto al 2024), un aumento dei costi operativi (da 78 a 81 milioni) e una riduzione dei margini (l’Ebitda passa da 30,98 a 22,75 milioni).

«Prima di tali eventi - conviene Vincenzo Patti - per l’economia globale nel 2026 ci si attendeva una crescita a ritmo moderato, in linea con la dinamica del 2025, ma ora tali aspettative andranno necessariamente riviste al ribasso, anche se al momento nessuno è in grado di prevedere come e in quale misura». L’ex presidente di Itap fatica a fare previsioni «anche se è ragionevole attendersi - ammette - un peggioramento dei risultati aziendali, fermo restando che la solidità patrimoniale e finanziaria della società inducono ad affrontare con serenità il complesso scenario che delinea davanti a noi».

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

Caricamento...
Caricamento...
Caricamento...

Economia & Lavoro

Storie e notizie di aziende, startup, imprese, ma anche di lavoro e opportunità di impiego a Brescia e dintorni.

Canale WhatsApp GDB

Breaking news in tempo reale

Seguici
Caricamento...