Economia

In provincia di Brescia ci sono 5.569 super pensionati

Elio Montanari
Sono coloro che superano la soglia dei 5.000 euro mensili. Complessivamente sono 445.978 le prestazioni pensionistiche erogate dall'Inps: quasi la metà (47,6%) è inferiore a 1.000 euro al mese
Due persone anziane
Due persone anziane
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Sono 445.978 le prestazioni pensionistiche erogate nel Bresciano dall’Inps. Un numero elevato, soprattutto se rapportato alla popolazione provinciale, pari a 1.265.884 abitanti: in sostanza, l’Inps corrisponde 35 pensioni ogni 100 bresciani.

Agli over 65 sono destinate oltre 365mila prestazioni, l’82% del totale, mentre la parte rimanente è appannaggio di persone più giovani, sia per trattamenti previdenziali (pensioni anticipate) che per trattamenti assistenziali. Ma il dato che balza subito all’occhio è un altro: nel Bresciano quasi una pensione su due è sotto i mille euro, mentre quasi seimila assegni superano i 5mila euro al mese. Un divario che racconta non solo il sistema previdenziale, ma anche le disuguaglianze accumulate nel tempo.

Il punto

Delle 446mila prestazioni oltre 212mila, quasi la metà del totale (47,6%), sono inferiori a 1.000 euro al mese, e, di queste oltre 162mila, oltre un terzo del totale (36,3%), non arrivano a 750 euro. Queste ultime, in oltre 106mila casi, sono destinate a donne. Oltre i tre quarti delle prestazioni pensionistiche (77,2%) è inferiore ai 2.000 euro, mentre un 15,4% si colloca tra i 2000 e 3000 euro e il restante 7,4%, supera questa soglia. Poi, certo ci sono anche 11.078 prestazioni che superano i 4.000 euro mensili e, di queste 5.569 vanno oltre la soglia dei 5.000 euro. Tante prestazioni pensionistiche, alcune decisamente abbondanti, ma anche tante pensionate/i con un reddito assai modesto.

Le tipologie

Le prestazioni pensionistiche erogate dall’Inps sono divise in cinque gruppi: si va dalle pensioni di vecchiaia a quelle di invalidità, ai supporti per superstiti, ai beneficiari di prestazioni indennitarie e assistenziali. I primi tre tipi di pensione sono corrisposti in conseguenza dell’attività lavorativa del beneficiario, al raggiungimento di determinati limiti di età anagrafica, di anzianità contributiva o in presenza di una ridotta capacità di lavoro. Le prestazioni di tipo indennitario sono costituite da rendite per infortuni sul lavoro o malattie professionali. Nell’ambito delle pensioni assistenziali sono comprese le prestazioni erogate a favore di soggetti con gravi handicap fisici e psichici, come le indennità di accompagnamento, o in situazioni di disagio economico ossia gli assegni sociali, erogati ai cittadini in condizioni economiche disagiate e con redditi inferiori alle soglie previste annualmente dalla legge.

I numeri

La maggior parte delle pensioni erogate in provincia di Brescia sono di «vecchiaia», 273.718, il 61,4% del totale per un importo medio annuo di 21.211 euro mentre sono 86.565 le «reversibilità» destinate ai superstiti, il 19,4% del totale, per un importo medio annuo di 10.527 euro e 10.527 le pensioni di invalidità, il 2,4% del totale con un valore medio di 14.618 euro. Giova osservare che i valori medi, in particolare per le pensioni di vecchiaia – e conseguentemente le «reversibilità» – esprimono appunto la media di importi assai eccentrici per le diverse gestioni con ampie differenze con un «tetto» elevato di 5.150 euro per gli aderenti alla Cassa C.p.s. (i medici delle aziende sanitarie, delle aziende ospedaliere del Servizio sanitario nazionale) e i 717 euro medi degli spedizionieri doganali. Sono ben 62.235 le prestazioni assistenziali (assegni e pensioni sociali), il 14% del totale, con un importo medio annuo di 6.305 euro, mentre i trattamenti indennitari sono 12.833, il 2,9% del totale delle pensioni erogate, con un valore medio annuo di 7.814 euro.

Gender gap

Sono le donne, nel complesso, a beneficiare di un maggior numero di pensioni, ben 236.716, il 53% del totale, a fronte delle 209.262 degli uomini. Ma, analizzando i dati emergono ampie differenze di genere rispetto alle tipologie e agli importi delle pensioni. Per le femmine le pensioni di vecchiaia rappresentano meno della metà del totale, il 49,3%, con un importo medio di 15.458 euro, mentre quelle destinate ai superstiti (reversibilità) sono 74.854, il 31,6% del totale, quasi un terzo, per un valore annuo medio di 859 euro. Per i maschi bresciani i tre quarti delle pensioni (75,1%) sono di vecchiaia, con un importo medio annuo di 25.481 euro, mentre le reversibilità sono 11.711, il 5,6% del totale.

Considerando l’insieme delle cinque tipologie pensionistiche emerge come mediamente gli importi spettanti ai maschi superano i 21mila euro a fronte dei 12.630 delle donne, un gap che complessivamente è nell’ordine degli 8.377 euro, che sfiora quindi il -40%. Del resto guardando alle sole pensioni di vecchiaia l’importo medio annuo per gli uomini è di 25.481 euro, oltre 10mila euro oltre quelle delle donne (15.458 euro). L’universo delle pensioni è quindi assai vasto e articolato, con condizioni assai diverse in base alla gestione previdenziale di riferimento e con una generalizzato gap gender che interessa tutte le tipologie di prestazioni, ad eccezione di quelle ai superstiti (reversibilità).

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

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