Per il patron di Pasta Zara non ci sono alternative. «La chiusura del sito di Rovato è una scelta dolorosa, ma necessaria» ha ammesso il presidente Furio Bragagnolo nella sede di Assoindustria Veneto, seduto al tavolo con i rappresentanti delle forze sindacali. La sua decisione, ha spiegato l’imprenditore, è motivata da diversi fattori.
«L’effetto pandemia non si è ancora esaurito» ha detto Bragagnolo, accompagnato all’appuntamento di ieri dall’amministratore delegato del gruppo Maruo Albani. Tradotto: il mercato ha registrato una sostanziale riduzione della domanda di pasta. Contestualmente, i prezzi delle materie prime (grano e semola in primis) sono andati alle stelle, mettendo così in ulteriore difficoltà i pastifici.
Il confronto

In Confindustria Veneto, ieri, erano presenti in rappresentanza dei lavoratori Andrea Gambillara e Angelo Paolella per la Flai Cgil nazionale, Alessandro Anselmi per la Fai Cisl e Davide Vigarelli per la Uila Uil. Al loro fianco i referenti territoriali del sindacato Daniele Cavalleri (Fai) ed Enrico Nozza Bielli (Flai).
Le forze sindacali hanno chiesto al patron di Pasta Zara maggiori dettagli sul futuro del sito bresciano. Nello specifico dal sindacato hanno ribadito l’importanza di giungere a degli accordi «che possano tutelare al meglio i dipendenti ancora in forza a Rovato (circa un’ottantina)» e che si troveranno di conseguenza a dover affrontare percorsi differenti: dal reinserimento nel mercato del lavoro alla maturazione dei requisiti di quiescenza, passando per l’accesso a quelle forme di sostegno al reddito previste appunto per chi si trova, suo malgrado, a dover affrontare uno stato di crisi.
«Determinanti - commenta Daniele Cavalleri - sarà attivare un dialogo attivo anche con i lavoratori, cercando una progettualità condivisa per poi sedersi al tavolo con i vertici aziendali con proposte convincenti».
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