Economia

Passata la mania dell'impasto in lockdown, vendite Cameo giù di 50 milioni

Bilancio 2021: il fatturato del gruppo torna ai livelli del 2019, ma i conti restano ottimi. Distribuiti 48,6 milioni di dividendi
Durante il lockdown erano cresciuti molto gli acquisti di lievito e ingredienti per impastare
Durante il lockdown erano cresciuti molto gli acquisti di lievito e ingredienti per impastare
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I momenti peggiori della pandemia, auspichiamo, ce li siamo lasciati alle spalle. A breve anche l’obbligo della mascherina nei luoghi considerati a rischio Covid verrà meno. La gente, grazie alla diffusione dei vaccini e complice l’arrivo della bella stagione, ha ricominciato con costanza a frequentare ristoranti e locali notturni, a riempire piazze, stadi e cinema. Tuttavia, questo ritorno alla normalità si è riflesso in «negativo» sui conti della Cameo di Desenzano.

Il 2021 del gruppo bresciano (produttore di dolci, snack e pizze, 413 dipendenti) si è chiuso con un calo delle vendite da 298,82 a 249,1 milioni di euro (-49,72 milioni) e con un risultato netto passato da 36,13 a 18,95 milioni. Lo scorso anno, più o meno di questi tempi, illustrando i risultati record espressi nel bilancio 2020, il direttore generale Alberto de Stasio riconosceva che nella prima parte dell’emergenza sanitaria «gli italiani, facendo di necessità virtù, si sono riscoperti pasticceri e piazzaioli». In altre parole, spiegava il manager: «I lieviti Paneangeli, per dolci e per salati; i preparati per torte e dessert; la linea di ingredienti e decorazioni Mariarosa, ma anche le pizze surgelate, sono i prodotti che hanno accompagnato i nostri consumatori, contribuendo a creare con loro il gusto di casa». E, aggiungiamo noi, a gonfiare il fatturato 2020 di Cameo, da 237,92 a quasi 300 milioni.

Il punto

Uno dei prodotti Cameo
Uno dei prodotti Cameo

Adesso, messo di fronte di una decisa diminuzione del volume d’affari registrata nel 2021, il presidente Martin Reintjes non ne fa un dramma. Non ne avrebbe motivo: in termini di ricavi la società bresciana controllata dal gruppo tedesco Oetker è tornata ai livelli pre-Covid, ma contestualmente ha mantenuto un’ottima redditività. Il Margine operativo lordo (indice che esprime l’utile al lordo di ammortamenti, svalutazioni, interessi e tasse) vale il 14% delle vendite ed è pari a 35,2 milioni; il risultato operativo (ossia il reddito prodotto dall’impresa prima della gestione straordinaria) è di 28,6 milioni ed è equiparabile all’11,3% del fatturato. Inoltre il Roi, rapporto che esprime la redditività del capitale investito, è del 23%.

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«Nel corso del 2021 - evidenzia poi la Relazione sulla gestione redatta dal Consiglio di amministrazione composto oltre che da Reintjes e de Stasio anche da Andrea Manerba e Alexander Edelmann - la capogruppo (Cameo controlla al 100% la piacentina Rebecchi Fratelli Valtrebbia, che produce ingrendienti per la pasticceria, ndr) ha distribuito dividendi pari a 48,6 milioni di euro». La condizione patrimoniale e finanziaria del gruppo, comunque, non ne ha risentito. Basti pensare che a fine 2021, seppure il patrimonio netto della società di Desenzano sia sceso da 87,73 a 58,08 milioni, «copre» ancora interamente il monte debiti pari a 57 milioni. Per di più, alla stessa data Cameo vanta crediti per 55,65 milioni e disponibilità liquide per 10,48 milioni.

Il Cda, però, guardando al futuro palesa una legittima preoccupazione: «La situazione del gruppo - è scritto nella sua relazione - è attualmente condizionata dall’incertezza generata dalle condizioni sanitarie legate all’evolversi dell’andamento epidemiologico del coronavirus e dai fortissimi aumenti che vengono registrati per la produzione e la commercializzazione dei nostri prodotti che, inevitabilmente, creano tensioni anche negli ambiti dei rinnovi contrattuali».

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

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