I momenti peggiori della pandemia, auspichiamo, ce li siamo lasciati alle spalle. A breve anche l’obbligo della mascherina nei luoghi considerati a rischio Covid verrà meno. La gente, grazie alla diffusione dei vaccini e complice l’arrivo della bella stagione, ha ricominciato con costanza a frequentare ristoranti e locali notturni, a riempire piazze, stadi e cinema. Tuttavia, questo ritorno alla normalità si è riflesso in «negativo» sui conti della Cameo di Desenzano.
Il 2021 del gruppo bresciano (produttore di dolci, snack e pizze, 413 dipendenti) si è chiuso con un calo delle vendite da 298,82 a 249,1 milioni di euro (-49,72 milioni) e con un risultato netto passato da 36,13 a 18,95 milioni. Lo scorso anno, più o meno di questi tempi, illustrando i risultati record espressi nel bilancio 2020, il direttore generale Alberto de Stasio riconosceva che nella prima parte dell’emergenza sanitaria «gli italiani, facendo di necessità virtù, si sono riscoperti pasticceri e piazzaioli». In altre parole, spiegava il manager: «I lieviti Paneangeli, per dolci e per salati; i preparati per torte e dessert; la linea di ingredienti e decorazioni Mariarosa, ma anche le pizze surgelate, sono i prodotti che hanno accompagnato i nostri consumatori, contribuendo a creare con loro il gusto di casa». E, aggiungiamo noi, a gonfiare il fatturato 2020 di Cameo, da 237,92 a quasi 300 milioni.




