Tradurre il pianto dei neonati. Un gemito che diventa linguaggio comprensibile, informazione chiara, precisa richiesta. Zoundream lo ha fatto. La società, fondata nel 2019 dai desenzanesi Roberto Iannone, Paolo Ingraito e Matteo Ingravalle, da Ana Laguna Pradas di Madrid, da Stavros Ntalampiras di Milano, ha ideato un sistema capace di identificare e tradurre il pre-parlato dei bambini.
Il software
«Siamo partiti dall’invenzione di un programma chiamato Amsi, acronimo di Acoustic MultiStage Interpreter, che elabora il suono grazie ad una serie di modelli di «deep learning» capaci di risalire al significato del pianto di un bambino piccolo - spiega Ingraito -. Esistevano numerosi studi sul pianto come biomarcatore: dopo una lunga fase di ricerca clinica e studio iniziale, abbiamo sviluppato un sistema capace di analizzarlo e scoprire i significati identificabili dalla voce dei neonati nel primo anno di vita. D’altra parte, il pianto è l’unico modo in cui i neonati possono comunicare con il mondo. È un linguaggio naturale e istintivo. Inoltre, è l’unica lingua comune al mondo intero: tutti i bambini esprimono gli stessi bisogni in modo identico, indipendentemente dal sesso o dalla nazionalità.



