Il Festival dell’Economia ha portato a Trento cinquanta premi Nobel in sedici edizioni oltre a migliaia di visitatori ogni anno. La manifestazione, per di più, ha avuto una ricaduta economica sul territorio per diversi milioni di euro. Eppure la Giunta provinciale di Trento non ha rinnovato il mandato ai suoi storici organizzatori, l’editore Giuseppe Laterza e l’economista Tito Boeri. La decisione è stata notificata dal presidente della Provincia autonoma, il leghista Maurizio Fugatti, pochi giorni fa. «Ci dispiace molto - ha ammesso Laterza -. Tuttavia ci sono più di venti città d’Italia che si sono già fatte avanti con manifestazioni molto concrete, molto al di là di quello che potessi immaginare». Tra le candidature più interessanti al vaglio dell’imprenditore pugliese vi è quella avanzata congiuntamente dai sindaci di Brescia e Bergamo, Emilio Del Bono e Giorgio Gori.
«Una delle cose che ho pensato fin dall’inizio, in base all’esperienza di Mantova e di Modena è che un festival deve legarsi fortemente al territorio in cui avviene, all’identità della città. Questo per noi è fondamentale - ha evidenziato Laterza -. A seconda della sintonia che stabiliremo, individueremo una città che abbia maggiori affinità con il progetto». L’identità manifatturiera della Leonessa d’Italia e della Città dei Mille è indiscutibile. Così com’è incontrastabile la sinergia avviata dalle due amministrazioni locali, capitanate appunto da Del Bono e Gori, da quando è stato loro conferito contestualmente il titolo di «Capitale italiana della cultura 2023».




