Più di un'impresa artigiana su tre è abusiva. Nel Bresciano le imprese artigiane regolarmente iscritte alla Camera di Commercio sono 33.446. Ma a queste si aggiunge un sommerso di 12.551 realtà abusive, che di fatto rappresentano il 37.52% delle realtà bresciane.
È quel che emerge dalla quarta indagine conoscitiva «Abusivismo. Settore artigianato Provincia di Brescia 2002-2022» realizzata dall'Associazione Artigiani.
La rilevazione divide il territorio bresciano in sette aree: negli ultimi 20 anni si registra una diminuzione degli abusivi, tranne in città e nell’hinterland (+6,85%) e sul lago di Garda (+23,54%). Sul Benaco in particolare si evidenzia la presenza di 2.676 fuori norma a fronte di 3.454 imprese regolarmente iscritte all’ente camerale.

Chi e che cosa
Quanto alle attività, tra 2002 e 2022 emerge un significativo calo degli abusivi tra fabbri (-94,63%), falegnami (-93,03%), carrozzieri ed elettrauto (-79,9%) mentre il fenomeno è in aumento tra taxisti e attività di trasporto (+93,16%), giardinieri (+85,9%), estetiste e manicure (+54,16%).Chi sono gli abusivi? Per lo più pensionati (52,97%), dipendenti che svolgono l'attività abusiva il sabato o quando non lavorano (31,05%), non occupati (14,1%), casalinghe e studenti (1,88%).
E per arginare il fenomeno l'Associazione Artigiani propone di inasprire le sanzioni (da 2mila a 20mila euro), il sequestro degli strumenti utilizzati per l'attività, fino all'arresto in caso di lesioni (ex. scoppio di un impianto non certificato, incidente con un servizio di trasporto non autorizzato).
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