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IL GRUPPO

Lonati, alla ricerca dell'interconnessione con il 4.0


Economia
26 ago 2017, 07:00
Una macchina per la calze della Lonati - © www.giornaledibrescia.it

Una macchina per la calze della Lonati - © www.giornaledibrescia.it

Un progetto mirato a migliorare il parco impianti della società e a creare una virtuosa connessione tra tutti i processi produttivi del gruppo. La Lonati ha previsto «significativi investimenti nelle macchine a controllo numerico che, per loro caratteristiche e per l’interconnessione aziendale, potranno probabilmente godere delle agevolazioni legate all’Industria 4.0». Lo svela il presidente Ettore Lonati nella Relazione sulla gestione allegata all’ultimo bilancio (consolidato) della stessa società.

Il gruppo bresciano (1.262 addetti), attivo in diversi settori (dal meccanotessile all’immobiliare, dall’alimentare all’elettronica e fino al siderurgico), ha chiuso il 2016 con un monte ricavi di 223,55 milioni, in calo rispetto ai 250,43 milioni dell’anno precedente, e un utile di 157mila euro contro i 7 mln del 2015.

«È sempre la Lonati (macchine per la produzione di calze) a totalizzare le migliori performances a livello di gruppo - non nasconde l’imprenditore -, trainando in questo modo le attività di alcune controllate quali Dinema (componente elettronici e software industriali), Fabritex (acquisizione e vendita di brevetti, soprattutto nel settore del meccanotessile) e Adb (taglio laser e lavorazione di carpenteria metallica in genere), tutte strettamente collegate all’attività esercitata dalla capogruppo». Tradotto in numeri, l’attività meccanotessile della Lonati ha prodotto nel 2016 un fatturato di 128,71 milioni e un utile netto di 8,74 milioni.

Numeri comunque in flessione (-10%) rispetto a qualche anno fa, perché anche nei dodici mesi precedenti la stessa Lonati ha risentito della «scarsa propensione a fare investimenti» da parte di alcuni mercati. Eccezione fatta per l’Uzbekistan, dove - racconta Ettore Lonati - è stato possibile relazionarsi positivamente con nuove realtà industriali.

Senza infine dimenticare la Santoni (macchine per maglieria intima e per il finissaggio della calze), che nel 2016 ha registrato una riduzione delle vendite (da 50,51 a 41,12 milioni). Grazie però a una plusvalenza di 2,36 milioni, frutto della cessione di attrezzature, brevetti e know how non ritenuti più strategici, la società dei Lonati chiude i conti 2016 con una perdita di 657mila euro.

Come dicevamo all’inizio, nell’ottica di mantenere l’attuale capacità produttiva del suo ramo manifatturiero, quest’anno la Lonati investirà in impianti in formato 4.0. E in questa direzione, investendo in innovazione, procede pure un nuovo progetto che coinvolge la partecipata Dinema per lo sviluppo di software legati a sistemi di misurazione elettronica. «Stiamo valutando - svela il presidente Lonati - anche la costituzione di una newco con altri partner» per raggiungere gli obiettivi prefissati.

 

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