Non è tanto la quantità quanto la qualità del lavoro a contare in Italia. E spesso le statistiche non raccontano tutte le sfaccettature del sistema Paese.
I numeri
A marzo il mercato del lavoro registra in ogni caso un arretramento: diminuiscono occupati e disoccupati mentre cresce il numero degli inattivi. Su base mensile, rileva l’Istat, gli occupati calano di 12mila unità su febbraio e di 30mila unità su marzo 2025. Il tasso di occupazione è al 62,4%, invariato sul mese e in calo di 0,3 punti sull’anno. Il tasso di disoccupazione si attesta al 5,2% in calo di 0,1 punti sul mese e di 1,1 punti sull’anno. Sale invece il tasso di inattività al 34,1% (+0,1 punti sul mese, +1,0 punti sull’anno). Il calo riguarda i dipendenti a termine (sono 2 milioni 440mila, -2mila) e gli autonomi (5 milioni 270mila, -14mila), mentre i dipendenti permanenti risultano sostanzialmente stabili (16 milioni 414mila, +4mila). I disoccupati diminuiscono di 38mila unità sul mese, attestandosi a 1 milione 323mila, e risultano in calo di 304mila unità su base annua.
Gli inattivi aumentano di 46mila unità su febbraio e di 351mila unità su base annua. Prosegue l’invecchiamento della popolazione lavorativa. Gli occupati tra i 15 e i 24 anni a marzo diminuiscono di 141mila unità rispetto a marzo 2025, quelli tra 25 e 34 anni sono sostanzialmente stabili mentre quelli tra i 35 e i 49 anni perdono 246mila unità. Gli over 50 occupati crescono di 358mila unità sull’anno precedente.



