La Saccheria accelera: i ricavi su del 10,4%, l’utile a 1,1 milioni

Saccheria F.lli Franceschetti chiude il 2025 con un bilancio che conferma la solidità del modello industriale e la capacità di adattarsi a uno scenario globale complesso, puntando su crescita dei ricavi, gestione strategica delle scorte e rafforzamento dell’identità aziendale. I ricavi si attestano a 19,5 milioni di euro, in aumento del 10,4% sul 2024, trainati dal rafforzamento della rete commerciale e da un’efficace integrazione tra canale fisico ed e-commerce.

Una dinamica che, come sottolinea l’ad Luisa Franceschetti, «dimostra che la nostra visione multicanale è vincente», con il digitale in crescita a doppia cifra e una rete vendita capace di consolidare relazioni storiche e intercettare nuove opportunità. Sul fronte reddituale, l’Ebitda si mantiene stabile a 2,2 milioni, mentre l’utile netto sale a 1,1 milioni, confermando una buona tenuta della marginalità nonostante un contesto caratterizzato da tensioni logistiche e geopolitiche.
Aumenta lo stock del magazzino
Elemento distintivo dell’esercizio è la strategia di overstocking, che ha portato il capitale circolante netto a crescere fino a 8,6 milioni di euro. Una scelta precisa, come evidenzia il presidente Luigi Wilmo Franceschetti: «Abbiamo scelto di non subire il mercato, ma di anticiparlo», trasformando liquidità in magazzino per garantire le forniture. «L’aumento dell’indebitamento finanziario a 2,38 milioni, aggiunge, non è un segnale di debolezza, bensì il risultato di una manovra deliberata», in un contesto in cui la disponibilità immediata del prodotto rappresenta un vantaggio competitivo decisivo.
Parallelamente, il 2025 segna il completamento del percorso di rebranding, con un’immagine rinnovata pensata per sostenere i piani di espansione. «Ci siamo dotati di un’identità solida e moderna», sottolinea il presidente, evidenziando come il rafforzamento del brand si affianchi alla centralità della produzione interna, un unicum in Italia.
Guardando al 2026, continua l’attività di valutazione di società target per operazioni di M&A; l’attenzione sarà rivolta all’ottimizzazione dei costi e al miglioramento dell’efficienza operativa, senza trascurare il ruolo di società benefit, con investimenti in sostenibilità e nel progetto del museo aziendale. Il Cda ha infine deliberato la distribuzione di un dividendo di 0,03 euro per azione, al lordo delle ritenute, scelta che - nelle parole del presidente - intende sia «lasciare del fieno in cascina» per future operazioni di M&A sia «dare un messaggio di fiducia agli azionisti» in una fase ancora incerta per i mercati.
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