La rivista Costruiamo il futuro compie sette anni e si rinnova

Ad ormai sette anni dalla sua nascita, «Costruire il futuro», rivista bimestrale di Ance Brescia rinnova l’immagine, la grafica e i contenuti. Una nuova impostazione per facilitare la lettura. Nuove e diverse rubriche, anche per dare spazio alle imprese, alle loro capacità e realizzazioni, a prescindere dalla dimensione e dal taglio.
Lo stesso dicasi per i lavoratori, figure di altrettanto rilievo degli imprenditori per la buona riuscita delle opere commissionate dai committenti, privati e pubblici.
Come spiega nella sua presentazione il direttore responsabile, Adriano Baffelli: «Uno strumento utile per contribuire a far comprendere che Ance Brescia è la «Casa delle imprese edili», senza distinzioni, dalle piccolissime a quelle maggiormente strutturate. Prezioso, altresì, per far conoscere professionalità e competenze di operatori con una lunga esperienza alle spalle, oppure giovani e ricchi di entusiasmo, oltre che di specifica preparazione. «Perché il settore ha sempre più bisogno di teste, piuttosto che di braccia. Senza competenze digitali non si opera, non si gestisce un cantiere».

I contenuti del bimestrale
La rubrica «duecentocinque», ad esempio, è un voluto riferimento al numero dei comuni che compongono la provincia, per richiamare il territorio, dal capoluogo Brescia sino ai piccoli centri montani delle valli, raccontati non solo con l’ottica dell’impresa edile ma dell’ampia filiera del costruito. Il primo numero del 2026 presenta le sei copertine dell’anno, scaturite dagli scatti vincitori del Contest FotografiAMO il futuro, giunto alla quarta edizione e dedicato al tema «Costruzioni e sottoservizi: l’edilizia in dialogo con l’elemento acqua», annunciamo anche rilevanti novità, in termini grafici, giornalistici ed editoriali. La prima foto classificata e pubblicata è uno scatto del romano Pino Rampolla, premiato per la capacità di restituire macchine e materiali che dialogano con l’acqua, illustrando con efficacia l’adattamento del costruito all’ambiente costiero.
La rubrica Incontri ospita un’intensa intervista a Paolo Streparava, presidente di Confindustria Brescia, dalla quale emerge come la collaborazione tra l’associazione di via Cefalonia e Ance Brescia, presieduta da Massimo Angelo Deldossi, evidenzi il valore reale generato per il territorio dal dialogo tra settori diversi. Streparava analizza alcuni fattori critici condivisi da tutto il sistema produttivo: la difficoltà di reperire manodopera qualificata, la necessità di accelerare sull’innovazione, l’instabilità del quadro economico internazionale.
Ma soprattutto, introduce un elemento di metodo: la collaborazione tra filiere e tra rappresentanze non è più opzionale, diventa una condizione di competitività. In questa prospettiva, il rapporto tra industria ed edilizia viene interpretato come un terreno concreto di convergenza, non come un semplice coordinamento istituzionale.
Su un piano diverso, ma complementare, si colloca l’intervento di Federico Manzoni, che riporta il discorso dentro la dimensione urbana. Il tema non è solo costruire, ma governare le trasformazioni. Il caso del nuovo sistema tranviario di Brescia diventa, nelle sue parole, un esempio emblematico: infrastruttura, mobilità e qualità dello spazio pubblico si intrecciano in un progetto che modifica in profondità l’assetto della città. Non si tratta soltanto di realizzare un’opera, ma di ridefinire equilibri urbani, abitudini e relazioni.
La rivista offre spunti storici, approfondimenti su aspetti innovativi, quali il digitale e l’AI applicati a progettazione e cantieri. Ed ancora: welfare e formazione, sempre più centrali, grazie agli enti bilaterali Cape ed Eseb, per la vita di lavoratori, imprenditori e imprese del settore.
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