Economia

La nuova cultura dei dati trasforma Ori Martin in una cyberacciaieria

Il gruppo bresciano diventa un modello in Europa: open house con Stain per illustrarlo alle imprese
Open house alla Ori Martin con Stain - © www.giornaledibrescia.it
Open house alla Ori Martin con Stain - © www.giornaledibrescia.it
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La strada che porta alla manifattura del futuro non è fatta solo di soluzioni e servizi. Al centro c’è la cultura dei dati; la raccolta, l’elaborazione e l’utilizzo dei «big data» che permette di aumentare efficienze e ottenere un controllo produttivo e qualitativo senza precedenti.

«Fra le tante alternative tecnologiche, l’imprenditore deve scegliere quella vincente, in grado di creare prodotti configurati a misura di cliente», spiega Claudio Morbi, ceo di Lutech-Stain, società bresciana oggi diventata punto di riferimento nazionale nei percorsi di digitalizzazione 4.0 e 5.0 dell’impresa -. Proveniamo dall’automazione industriale, conosciamo bene il linguaggio delle macchine e degli operatori, questo ha consentito di creare prodotti interconnessi, affidabili, semplici e performanti».

Il Mes

Con trent’anni di esperienza e centinaia di installazioni all’attivo, la bresciana Stain (che oggi fa parte della famiglia Lutech) ha avviato percorsi di digitalizzazione anche in molti gruppi manifatturieri bresciani. Core business è la progettazione ed installazione del software Mes (Manufacturing Execution System) che permette di monitorare, analizzare le fasi produttive per abilitare appieno Industria 4.0 e 5.0.

Tra le società che si sono affidate al Mes di Stain c’è Ori Martin, che nei giorni scorsi ha aperto il proprio stabilimento per un «open house» al quale ha partecipato un folto gruppo di imprenditori bresciani.

Case history

Il gruppo siderurgico ha imboccato da tempo la strada della digitalizzazione dei processi produttivi fino a diventare un modello di «fabbrica intelligente» nel settore siderurgico, basata su infrastruttura cloud ibrida con reti di comunicazione estese.

Percorso non semplice, vista la complessità di una realtà che conta ben 12 aziende (si va dalla raccolta del rottame al prodotto finito); un fatturato che nel 2022 è stato pari a 697 milioni; ed una produzione di acciai speciali che ha superato le 600mila tonnellate. «L’obiettivo che ci eravamo dati era sfruttare le tecnologie abilitanti portate in dote da Industria 4.0 realizzando una integrazione verticale, orizzontale e trasversale del ciclo manifatturiero - spiega Roberto De Miranda, membro del comitato esecutivo di Ori Martin -. Parte da qui la necessità di avere un Mes sempre più performante ed affidabile, per questa ragione ci siamo rivolti a Lutech Stain. Il software ha consentito di trasformare l’ambiente di produzione da cartaceo e digitale, tracciare in tempo reale le produzioni e rispondere subito ai clienti». La trasformazione non è stata priva di ostacoli, gli fa eco il manager Danilo Duina, chief information manager di Ori Martin: «Abbiamo dovuto operare un vero e proprio cambio culturale tra i collaboratori e rimodellare l’organizzazione della fabbrica, formando e coinvolgendo innanzitutto gli operatori».

Il leader «hi-tech»

Nel settembre 2022 Stain è entrata a far parte di Lutech, leader mondiale nell’ambito hi-tech, terzo gruppo in Italia per dimensione e fatturato, primo gruppo per inserimento dell’intelligenza artificiale nelle imprese. «Per interpretare un mondo in continua trasformazione occorre comprenderne il cambiamento, intuirlo ed anticiparlo - chiosa Manfredo Caprice, industry leader manifacturing di Lutech -. L’obiettivo è ottimizzare continuamente le performance per consentire all’impresa di liberare le energie, per creare servizi a valore aggiunto, innovare e migliorare le strategie. Solo così l’azienda può vincere la sfida sui mercati internazionali».

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

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