La cantina «Lo Sparviere» della famiglia Beretta compie 50 anni

Camillo Facchini
Era il 1974 quando la Camera di Commercio diede il primo via libera all’avvocato Franco Gussalli per la produzione di 136 ettolitri di vino: oggi è un’azienda fiorente, con la guida pluridecennale di Monique Poncelet Gussalli Beretta
La sede de «Lo Sparviere» a Monticelli Brusati
La sede de «Lo Sparviere» a Monticelli Brusati
AA

Non ci si scappa: anche in agricoltura è dalle piccole imprese che nascono imprese grandi. Tempo medio? Chi più chi meno, ma cinquant’anni è quanto ne occorre nella maggior parte dei casi per crescere: vale nell’industria, nell’agricoltura e anche nel commercio.

Compie così mezzo secolo anche «Lo Sparviere» di Monticelli Brusati della famiglia Beretta: era infatti il 1974 quando la Camera di commercio di Brescia aveva consegnato all’avvocato Franco Gussalli, proprietario da diverse generazioni di terreni in Franciacorta, un certificato di via libera a produrre 136 ettolitri di vino da 200 quintali di uva, dopo che la famiglia già vinificava, ma prevalentemente per amici e famigliari.

Dal rilascio di quel documento «Lo Sparviere» inizia a volare, la produzione si moltiplica, la qualità si affina consolidando l’immagine dell’azienda, mentre il sistema franciacortino inizia una crescita decisa. Nasce così il Consorzio per la tutela del Franciacorta in cui «Lo Sparviere» si impegna nel decollo insieme ad altri 28 produttori.

Il punto

Alla guida de «Lo Sparviere» già dal 1974 c’è una signora, Monique Poncelet Gussalli Beretta, nuora dell’avvocato Franco Gussalli e mamma di Franco e Piero Gussalli Beretta. «A lei – affermano i principali collaboratori – va il riconoscimento per i risultati raggiunti in cinque decenni di gestione manageriale al femminile».

Il concetto del tetto di cristallo (metafora che si usa per indicare una situazione in cui l’avanzamento di carriera in una organizzazione lavorativa o sociale è conquistato da una donna), si sarebbe diffuso solo nel 1978, dunque quattro anni dopo il 1974 l’ingresso ed i primi successi della signora Monique Poncelet in azienda, mentre «Lo Sparviere» già si poneva da un lato come terreno di sperimentazione vitivinicola, dall’altro come un severo test del ruolo della donna nel mondo del lavoro. Commenta Monique Poncelet: «Ho scelto di portare avanti nel modo migliore una tradizione di famiglia ponendo al centro il vigneto e il territorio», aggiungendo con visione che «la conduzione biologica dei vigneti è uno dei percorsi che si possono intraprendere, ove possibile, per permettere a chi ci seguirà di ereditare un ambiente gestito in modo rispettoso».

Per celebrare la storica direzione aziendale di Monique Poncelet «Lo Sparviere» (che oggi lavora su 60 ettari tra Monticelli e Provaglio con ceppi storici di 30 e 40 anni) ha realizzato un’etichetta celebrativa dedicata: si tratta del Rosé Monique Extra Brut Franciacorta Docdg, prodotto in sole 600 bottiglie, numerate e destinate alla collezione ed al lungo affinamento.

Il filo rosa

Non poteva mancare un filo rosa nel packaging, filo della storia de «Lo Sparviere», legame simbolico che unisce le cinque aziende del gruppo (Sparviere, Castello di Radda in Toscana, Orlandi Contucci Ponno in Abruzzo, Fortemasso in Piemonte e Steinhaus in Alto Adige) che lavorano su 120 ettari di proprietà a vite e 600.000 bottiglie.

E neppure poteva manca un riconoscimento internazionale rilasciato da Decanter, magazine britannico che ha definito la referenza a 99/100 «straordinariamente rara e assolutamente eccezionale». 

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

Iscriviti al canale WhatsApp del GdB e resta aggiornato

Icona Newsletter

@Economia & Lavoro

Storie e notizie di aziende, startup, imprese, ma anche di lavoro e opportunità di impiego a Brescia e dintorni.