Economia

Intred, crescono ricavi e utile: ai soci una cedola di 0,12 euro

Approvati i dati di bilancio 2025: l’utile netto sale del 4,2% a 8,3 milioni i ricavi crescono dell’8,4% a 55,8 milioni. La rete in fibra ottica raggiunge i 15mila km
Intred, la sede a Brescia
Intred, la sede a Brescia
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La quotata bresciana Intred ha chiuso il 2025 con un utile netto in salita del 4,2% a 8,3 milioni di euro, a fronte di ricavi per 55,8 milioni (+8,4%). Lo ha reso noto l’operatore bresciano di telecomunicazioni quotato su Egm. «Il 2025 conferma la solidità e la capacità del nostro modello di business di generare valore, anche in una fase di profonda evoluzione del mix commerciale - aggiunge l’amministratore delegato Daniele Peli -. Nonostante la fisiologica e prevista conclusione delle attività legate ai cosiddetti Bandi Scuole, i ricavi caratteristici sono cresciuti dell’8,4%, portando l’incidenza dei servizi ricorrenti a oltre il 95%. Questo dato, unito a un Ebitda margin d’eccellenza che sfiora il 46%, testimonia la nostra capacità di focalizzarci sul conseguimento di un’elevata marginalità».

Alla guida di Intred, Daniele Peli
Alla guida di Intred, Daniele Peli

L’Ebitda in effetti si è attestato a 25,5 milioni, in crescita del 4,1% e con un margine del 45,8% (dal 44,4% del 2024). L'Ebit è stabile a 12,4 milioni (rispetto ai 12,6 milioni nel 2024), con un margine del 22,3%. Contestualmente, l’indebitamento finanziario netto è pari a 42,1 milioni rispetto ai 35,7 milioni al 31 dicembre 2024.

Nel 2025, la rete in fibra ottica di proprietà ha proseguito il proprio percorso di espansione, raggiungendo circa 15.000 km al 31 dicembre, rispetto ai 13.500 km registrati a fine 2024, con una crescita del 9,9%. Tale sviluppo è stato sostenuto da investimenti complessivi pari a 21,2 milioni.

Il Cda proporrà poi all’assemblea degli azionisti un dividendo pari a 0,12 euro per azione, per un ammontare complessivo di 1.915.488 euro.

Il gruppo ha poi annunciato anche il percorso verso l’uplisting su Euronext Milan, «non solo un adempimento formale, ma un passo strategico per migliorare la nostra visibilità nel mercato finanziario e sostenere le nostre ambizioni di crescita», come ha spiegato l'ad Daniele Peli. «Guardiamo al 2026 con estrema fiducia - ha proseguito il manager - forti di una base clienti resiliente e di una visibilità sui ricavi che ci permette di pianificare con ottimismo lo sviluppo infrastrutturale».

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

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