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Il presidente Roberto Saccone: «Pmi e grandi realtà beneficiano entrambe delle filiere»
Roberto Saccone, presidente Camera di Commercio Brescia
Roberto Saccone, presidente Camera di Commercio Brescia
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Nel contesto dell’economia contemporanea, caratterizzata da una crescente integrazione dei mercati e dall’intensificarsi della competizione internazionale, diventa di fondamentale importanza un approccio all’analisi economica che preveda il superamento della tradizionale impostazione settoriale a favore di quella fondata sul concetto di filiera produttiva.

Oggi la competitività di un sistema produttivo non dipende più, infatti, esclusivamente dall’efficienza della singola impresa, bensì dalla capacità delle filiere di coordinare efficacemente le diverse fasi del processo produttivo. Per questo motivo filiere ben strutturate migliorano la qualità complessiva dell’offerta dei prodotti e favoriscono la competitività delle nostre Pmi.

Sotto questo profilo, assume decisivo rilievo il soggetto che all’interno di tale sistema può definirsi il «capo filiera», inteso come soggetto di principale riferimento della stessa, la cui qualità operativa incide su quella di tutta la filiera. Basti pensare alle principali filiere produttive del sistema economico bresciano, ovvero quelle della metalmeccanica, della siderurgia, della metallurgia, dell’automotive, della rubinetteria e valvolame e dell’agroalimentare, dove la presenza di grandi e strutturate realtà imprenditoriali funge da volano per l’attività di numerose Pmi.

Le piccole e medie imprese, dal canto loro, contribuiscono alla competitività delle filiere grazie alla loro flessibilità organizzativa e alla rapidità di risposta ai cambiamenti della domanda e del mercato. Esse sono infatti spesso in grado di adattare più rapidamente i processi produttivi, personalizzare l’offerta e sperimentare nuove soluzioni.

Attraverso la partecipazione alla filiera, le Pmi possono peraltro accedere a mercati più ampi e beneficiare di economie di scala.

Le filiere produttive svolgono poi un ruolo cruciale anche nei processi di innovazione. L’innovazione, intesa non solo in termini strettamente tecnologici ma anche organizzativi e di processo, risulta maggiormente efficace quando è il risultato di una dinamica sistemica piuttosto che di iniziative isolate. In tale prospettiva, sono decisive le politiche di sostegno alle Pmi volte a promuovere la cooperazione e l’integrazione con il sistema della ricerca e della formazione.

Da questo punto di vista, la nascita del B.In.D. (Brescia Innovation District) rappresenta un’occasione fondamentale per le Pmi e il territorio bresciano, proprio in quanto soggetto in grado di mettere a sistema progetti di innovazione, operare in ottica di trasferimento tecnologico e di acquisizione di competenze, con l’obiettivo di creare opportunità di sviluppo integrato per intere filiere produttive.

Accanto a ciò, di determinante importanza è anche l’approccio a un sistema di formazione che tenga conto dei profili e delle competenze necessarie alla filiera produttiva e a alle imprese, anche e soprattutto piccole e medie imprese, che la compongono. 

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

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