Per le «piccole» che fanno grande Brescia la sfida principale è crescere

È tutto pronto per la serata di presentazione dello studio «1000 Pmi. Le piccole che fanno grande Brescia», prevista domani (18 marzo) alle 18 nella sala Faissola della sede di Intesa Sanpaolo in piazza Monsignor Almici. La ricerca, giunta alla nona edizione, analizza le prime mille piccole e medie imprese della provincia per fatturato (fino a 14 milioni di euro), con un focus specifico sulle 500 realtà che nello stesso periodo hanno registrato le migliori performance in termini di crescita media annua (Cagr).
Realizzato dal team dell’Università degli Studi di Brescia guidato dal professor Claudio Teodori in collaborazione con il Giornale di Brescia, il report restituisce un quadro articolato dell’andamento del tessuto produttivo locale.

I numeri
Nel 2024 «Il valore complessivo dei ricavi è stato di 8,2 miliardi di euro, in calo del 2,1% rispetto all’anno precedente». A detta di Teodori inoltre «nel quinquennio la crescita media annua (Cagr) è dell’11%, ma va ricordato che la base di partenza è il 2020, caratterizzato da un fatturato assai inferiore rispetto agli altri anni». Guardando all’intero periodo, prosegue il docente, «emerge uno sviluppo significativo fino al 2022, seguito da una sostanziale stabilità nel biennio successivo».
Alla presentazione ufficiale saranno presenti, oltre al professor Teodori, Paola Lecci, direttrice regionale Lombardia Sud Divisione Banca dei Territori Intesa Sanpaolo, Guido Guidesi, assessore allo Sviluppo economico di Regione Lombardia, e Paolo Cerabolini, presidente del Lombardia Aerospace Cluster.
Scenari
L’appuntamento sarà l’occasione per riflettere sulle sfide che attendono il sistema produttivo lombardo e, in particolare, quello bresciano, provando a delineare possibili traiettorie di sviluppo per l’industria del futuro, a partire dalle filiere. «Crescere per linee interne è sempre più difficile e richiede tempi lunghi: è necessario realizzare operazioni di altro genere come gli accordi di filiera, le alleanze e le collaborazioni, le acquisizioni e le fusioni, la finanza strutturata – evidenzia Teodori –. Serve aumentare le dimensioni per soddisfare le condizioni di accesso e di mantenimento del business e, soprattutto, per rivestire un ruolo attivo e di indipendenza gestionale nella catena che, in molti casi, è internazionale».
In edicola e online
Numeri, analisi e approfondimenti su specifiche realtà del territorio compongono dunque un’indagine che intende offrire strumenti utili per interpretare il presente e immaginare il futuro. Il volume sarà disponibile dal giorno successivo alla presentazione, acquistabile sia in edicola in formato cartaceo sia online sul nuovo portale dedicato alle imprese del territorio. Qui sul sito del GdB sarà invece possibile seguire la diretta streaming dell’evento.
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