Ambra, onice, perle: da tutto il mondo a Brescia per l'alta gioielleria

Da 30 anni Giadan produce pezzi unici che hanno conquistato importanti gioiellerie italiane (e non solo). Al collo delle top model, i monili che piacevano anche a Marta Marzotto
Elisa Rossi

Elisa Rossi

Giornalista

Eliseo Giuliano e Anna Fontana © www.giornaledibrescia.it
Eliseo Giuliano e Anna Fontana © www.giornaledibrescia.it

Ambra dalla Repubblica Dominicana e dalla Colombia, acquamarine e onice dal Brasile, giada e perle dalla Cina: entrare da Giadan è come fare il giro del mondo, ma restando a Brescia. L’azienda di gioielli, per dirla con le parole del suo fondatore, Eliseo Giuliano, ha «nel suo Dna il colore». Ma non è questo che «fa notizia»: i loro prodotti, ospitati in importanti gioiellerie (non vendono al dettaglio) non solo italiane, come Fasoli o Tranquilli, ma anche francesi, tedesche e perfino australiane, sono stati fotografati al collo di top model nelle sfilate di alta moda e indossati in più occasioni, giusto per fare un nome, da una donna che ha fatto dell’eleganza e dei monili importanti la sua cifra, Marta Marzotto.

Perle da Cina e Giappone © www.giornaledibrescia.it
Perle da Cina e Giappone © www.giornaledibrescia.it

In 30 anni (il gruppo è nato nel 1996) questa realtà artigianale ha saputo arrivare da Brescia Due in tutto il mondo e ritagliarsi una fetta di mercato importante e non certo facile, soprattutto oggi.

Incontriamo il ceo Eliseo Giuliano e la creativa Anna Fontana, alla vigilia di una delle principali fiere del settore, Vicenza oro.

Cominciamo dal principio, come nasce l’azienda?

EG: Sono nato in Germania da genitori siciliani, quando avevo tre anni ci siamo trasferiti a Brescia. In questo mondo sono entrato come rappresentante di un’azienda, ma quasi subito ho scelto di fare il salto.

Non è stato facile immagino…

EG: Sono partito con entusiasmo e passione. I primi anni mi sono messo in auto e ho fatto tante fiere ed eventi. Ci ho messo la faccia e mi sono proposto ai più importanti. Ho incassato anche dei no, ma la sfida a quel punto diventava ancora più interessante. Mi galvanizzava.

Come vi descrivereste?

EG: Dei sarti del gioiello.

Le pietre dai vari luoghi di produzione arrivano infilate © www.giornaledibrescia.it
Le pietre dai vari luoghi di produzione arrivano infilate © www.giornaledibrescia.it

Mi diceva che il colore, e si vede, vi caratterizza…

EG: In questo la Sicilia mi ha aiutato. I colori, i profumi, il cibo sono d’ispirazione. A proposito di colori, realizziamo pezzi unici e creiamo, per esempio bracciali, coordinati con l’abbigliamento: le gioiellerie ci mandano la foto della cliente e in pochi giorni realizziamo un gioiello su misura.

Questo è quello che più vi contraddistingue?

EG: Siamo tra i pochi in Italia a unire in questa maniera artigianalità e creatività. All’inizio eravamo più orientati su gioielli d’ispirazione etnica (Anna Fontana va a prendere e mostra una splendida collana in ebano e oro realizzata per una campagna pubblicitaria di anni fa, ndr), poi ci siamo specializzati sul fashion fantasia moda montato come gioiello, non bijou. Questo ci ha permesso di essere messi nelle vetrine delle grandi gioiellerie accanto a grandi marchi.

Il prezzo dell’oro è cresciuto molto, questo come ha influito sulle creazioni?

EG: Oggi la gioielleria preferisce avere la pietra bella montata su argento, magari placcato oro. Montiamo 80% in argento, è cresciuto molto anche quello.

Il segreto?

EG: Aver voglia di imparare. Questo è un mondo infinito. Siamo in continuo divenire, siamo sempre diversi. E Anna Fontana è un asso in questo. Pensi che più di 20 anni fa abbiamo inventato il bracciale senza chiusura, che sta in piedi da solo senza telaio grazie ad un siliconato adattabile fatto per noi, il Franciacorta Must, ancora molto attuale e richiesto. E imitatissimo.

La lavorazione per il bracciale Franciacorta Must è richiesta e copiata © www.giornaledibrescia.it
La lavorazione per il bracciale Franciacorta Must è richiesta e copiata © www.giornaledibrescia.it

AF: La cosa straordinaria è che questo bracciale viene sempre visto come una cosa nuova.

Tutto realizzato a Brescia?

EG: Tutto made in Italy. Nel 2019 abbiamo aperto un laboratorio a Valenza (Alessandria) dove facciamo alcune lavorazioni, come quelle in smalto. Prodotti che aiutano perché alcune gioiellerie cercano il prodotto per le vetrine o per complemento.

Parliamo di pietre, qui c’è un mondo, come si trovano?

EG: Io viaggio molto, ma negli anni con la conoscenza mi sono creato dei fornitori. Ho cercato di tenere chi ha cose particolari, colore e tagli di qualità e diversi da ciò che gira. Il nostro obiettivo è stupire, quindi cerchiamo pietre che non hanno altri. Abbiamo sia pietre semipreziose, agata, giada o quarzo, o preziose, come zaffiri o rubini.

E come nasce un gioiello?

AF: Si parte dal materiale, non dal disegno (e ci porta nel laboratorio, ndr). Noi arriviamo la mattina e cominciamo da zero a creare. Prendiamo in mano il citrino, per fare un esempio, e cominciamo a comporre. Può essere difficile, ma per noi è molto stimolante.

Il colore è un punto fermo della creatività © www.giornaledibrescia.it
Il colore è un punto fermo della creatività © www.giornaledibrescia.it

L’ispirazione come arriva?

AF: Dalla forma, dal colore. Tutto inizia quando Eliseo va in Asia o India ad acquistare le pietre. La maggior parte delle forme sono la sfera e noi mettiamo i nostri elementi. Poi, man mano che arriva la merce facciamo una collezione. È difficile che parta prima l’idea, esclusa la parte orafa. Come dicevo siamo giornalieri: se Eliseo va da un cliente prepariamo una linea che sappiamo piacergli. Delle giornate siamo più classiche, delle giornate più folli. Abbiamo diverse collezioni che ci danno la libertà di poter creare. C’è una simbiosi tra noi: ci passiamo il lavoro e creiamo insieme.

Parlando di gusti, come sono cambiati? Cosa chiede la clientela?

EG: Oggi è tornata la perla, anche per le giovani, un tempo era solo per le signore. Abbiamo tre linee guida che non lasciamo da 10 anni: Essenza, Classic e Madness, la divisione non è legata al prezzo, ma alla dimensione. E noi vendiamo molto Classic e Madness, più cose particolari e vistose. Abbiamo perso la fascia media, ma non solo nel nostro settore, un po’ tutti.

E cosa si fa quando un gioiello non va più di moda?

EG: Alle gioiellerie diamo un servizio completo, anche di remise en forme di vecchi gioielli, anche con pietre semipreziose, per i clienti che lo chiedono. Noi facciamo il disegno e la gioielleria lo propone al cliente. Per non perdere ricordi, ma essere di moda.

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

Canale WhatsApp GDB

Breaking news in tempo reale

Seguici
Caricamento...
Una data speciale, da ricordare con la prima pagina del GdBUna data speciale, da ricordare con la prima pagina del GdB

Dall’archivio storico, disponibile dal 27 aprile 1945 a oggi

SCOPRI DI PIÙ
Delitti Bresciani, il podcast del GdBDelitti Bresciani, il podcast del GdB

I grandi casi della cronaca nera e giudiziaria che hanno varcato i confini della provincia e sono diventati casi nazionali

ASCOLTA