Bialetti, l'azienda di Coccaglio celebre per le sue caffettiere, ha chiuso il 2025 con ricavi consolidati pari a 165,7 milioni di euro, in crescita del 10,8% rispetto al 2024, e un margine operativo lordo (ebitda) normalizzato di 24 milioni di euro, pari al 14,5% del fatturato. L'indebitamento finanziario netto, si legge in una nota, è quasi dimezzato, da 114,5 a 69,6 milioni, mentre il patrimonio netto è tornato positivo per 29,8 milioni.
Il posizionamento del marchio
Nel 2025 lo sviluppo del mercato internazionale ha rappresentato per Bialetti uno snodo cruciale. L'accelerazione verso i mercati esteri, con focus su Europa, Cina e Stati Uniti, è stata determinante per il rafforzamento del posizionamento globale del marchio. In Europa, la crescita si è attestata al 12,5%, mentre negli Stati Uniti, nonostante le pressioni sui costi e i dazi, la politica di prezzo ha permesso di mantenere la marginalità e garantire una crescita nei ricavi del 13%. Infine in Cina il gruppo ha avviato una profonda revisione del modello distributivo, ponendo le basi per una crescita solida e sostenibile, come dimostrano i risultati ottenuti già tra la fine del 2025 e l'inizio del 2026.
«Il 2025 per l'azienda è stato un anno di passaggio, in cui la nuova proprietà ha garantito la stabilità finanziaria necessaria per accelerare il percorso di crescita e i risultati si sono visti subito», ha dichiarato il presidente Giuseppe Morici. «Insieme a un'organizzazione e a una squadra fortissime, guidata con passione e capacità dell'amministratore delegato, Egidio Cozzi, abbiamo cominciato a scrivere un nuovo capitolo di questa incredibile storia italiana, con l'ambizione e l'orgoglio di portare la moka e il nostro caffè Bialetti in tutto il mondo. Siamo estremamente soddisfatti dei risultati del 2025 e di come è iniziato il 2026, nonostante le evidenti incertezze sui mercati internazionali».



