Economia

Il retificio Ribola approda alla Biennale di Venezia

La società di Corte Franca produce reti da cent’anni. Ora la collaborazione ad un progetto artistico
Le linee di produzione del retificio Ribola © www.giornaledibrescia.it
Le linee di produzione del retificio Ribola © www.giornaledibrescia.it
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Il retificio Ribola fa reti da pesca dai primi del Novecento, quando lavorava a Montisola. Oggi, che il passaggio di consegne è arrivato alla quarta generazione, la produzione si è evoluta al punto tale che le reti possono assolvere a centinaia di compiti, fino a diventare addirittura teloni fono-assorbenti capaci di contenere i rumori molesti di un cantiere.

Il progetto

Tanta capacità di adattamento è valsa all’impresa di Corte Franca anche l’ingresso nel mondo dell’architettura artistica con il coinvolgimento nel progetto «Spaziale», esposto con immagini e parole nel padiglione Italia della Biennale di architettura di Venezia e promosso dal Ministero della cultura. La mostra, inaugurata il 20 maggio, sarà visitabile fino al 26 novembre.

A richiedere l’intervento del retificio Ribola per la quarta delle nove parti del progetto, battezzata Uccellaccio, è stato lo studio d’architettura Hpo di Ferrara, all’opera per riportare all’attenzione del pubblico l’assurda situazione della grande residenza per anziani di Ripa Teatina, in provincia di Chieti, costruita parzialmente e poi lasciata incompiuta e vuota. Quest’anno sono 50 anni dalla posa della prima pietra e il Comune ha deciso di utilizzare una parte degli spazi dell’edificio fantasma per attività sociali e artistiche. Non tutti gli ambienti però saranno percorribili e utilizzabili. Così, per delimitare il percorso e le zone frequentabili, e metterli in sicurezza, è entrato in scena il retificio Ribola, progettando, realizzando e fornendo gratuitamente 1000 metri quadri di rete speciale, bianca, in nylon polyamide, con una maglia di 25 millimetri.

Il lavoro è stato «sartoriale», costruito su misura per le esigenze dell’Uccellaccio. «Prima di dar corpo alla rete ci siamo confrontati con i progettisti per capire esattamente a cosa servisse e dove sarebbe state messa – spiegano Enrico e Elena Ribola, con Igor i soci amministratori del retificio -. Capito lo scopo, sei delle nostre ragazze si sono messe all’opera e un mese fa abbiamo inviato la commessa. Non si tratta solo di un’esposizione ma di un lavoro duraturo, destinato a contribuire alla rinascita di quel luogo per i prossimi anni».

L'azienda

Oggi il retificio Ribola è una realtà che da lavoro a 25 persone e che grazie alla continua innovazione del prodotto ha raggiunto nel 2022 un fatturato di 5 milioni di euro, in crescita sul 2021 del 10%. La sede è a Corte Franca dal 1975, in via del Campasso. La produzione media è di 30 tonnellate al mese. 

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