Il Pastaio Patarò rileva la riminese Canuti: esporterà gnocchi surgelati negli Usa

Lo scorso maggio il colosso internazionale di private equity, Riverside Company, ha fatto il suo ingresso nel capitale sociale de Il Pastaio, società che ha sedi produttive a Berlingo e Torbole Casaglia.
Obiettivo dell’operazione: accelerare il processo di internazionalizzazione del gruppo, diffondere la cultura della pasta fresca di qualità (in particolare degli gnocchi di patate, vero core business) all’estero, con un occhio di riguardo al mercato americano. A sei mesi di distanza dallo sbarco a Brescia di Riverside, arriva il primo segno tangibile della strategia avviata dalle famiglie Maestri e Zampedri che restano fortemente attive nell’assetto societario del gruppo. Il Pastaio ha annunciato ieri la sua prima acquisizione.
Si tratta della Canuti Tradizione Italiana, storico produttore di pasta fresca surgelata per il canale food-service con sede a Rimini. «Canuti è il partner perfetto per accompagnare il nostro percorso di internazionalizzazione - spiegano le famiglie Maestri e Zampedri, coinvolte nell’operazione con una partecipazione del 25% -. La nostra esperienza maturata negli anni unita al potenziale di espansione di Riverside sta favorendo rapidamente la diffusione della cultura della pasta fresca ad elevati standard di qualità nel mondo. Questa acquisizione è solo il primo passo di un processo di crescita, sviluppo e messa in comune dei reciproci fattori di successo nel quale crediamo molto».
Fondata a Rimini nel 1950, Canuti produce e vende pasta fresca surgelata con e senza ripieno. Appartiene alla famiglia veneta Toffano Pagnan, che detiene interessi anche nel real estate e nel settore turistico ed ha acquisito l’azienda nel 2015 trasformandola da piccolo pastificio tradizionale a produttore leader per l’alta cucina, con una gamma di prodotti di oltre 150 ricette. Canuti ha una clientela diversificata e distribuisce i suoi prodotti principalmente tramite il settore Horeca; negli ultimi anni si è espansa a livello internazionale, vendendo il 45% dei suoi prodotti in 35 Paesi nel mondo ed ha un fatturato che nel 2022 si aggira intorno ai 13 milioni di euro (9 milioni nel 2021).
Sinergie
L’acquisizione - permetterà al gruppo di realizzare importanti sinergie commerciali, mantenendo inalterate le caratteristiche di qualità e servizio che da sempre contraddistinguono i due brand. «Oggi la nostra shelf life va da 40 a 120 giorni - spiegano Maestri e Zampedri -, la combinazione con Canuti consentirà di allungarla anche grazie all’espansione nel settore della pasta surgelata con potenzialità enormi nei servizi per la ristorazione e nell’export, soprattutto sul mercato americano».
Gli States sono il primo obiettivo: che può essere raggiunto esportando know how ed iniziando a produrre gnocchi di patate di qualità negli Usa. «Vogliamo esportare la tradizione e le eccellenze della cucina italiana. Ma è semplice - ci spiegano Maestri e Zampedri -. I prodotti a base di patata venduti negli Usa sono stabilizzati, hanno sapore e consistenza diversa rispetto a quelli italiani. Stiamo studiando la formula più adatta perché gli gnocchi del Pastaio possano avere un successo analogo a quello ottenuto in Italia».
Nell’operazione Riverside ha lavorato con Allen &Overy per gli aspetti contrattualistici e con Pwc per le questioni finanziarie e legali. Mentre Il Pastaio è stato seguito nel deal da Diego Bettazza, partner di Project Group azienda presente da oltre 25 anni sul territorio bresciano.
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