Il gruppo AB sprizza energia rinnovabile: corrono ricavi e utile

La transizione energetica e quella digitale sono sfide imprescindibili, ma alquanto complicate per il nostro sistema produttivo. Da un lato, dopo un uso prolungato e irrazionale di alcune fonti energetiche molto inquinanti, si è reso necessario il passaggio a un’industria alimentata da fonti rinnovabili; dall’altro lato, per sostenere la concorrenza dei mercati internazionali è diventa inevitabile l’integrazione di soluzioni digitali in ogni ambito aziendale per migliorare efficienza e produttività.
«L’applicazione di nuove tecnologie in un arco di 10/20 anni - concordano Graziella Calzavacca e Angelo Baronchelli, al vertice del gruppo AB di Orzinuovi - muterà gli scenari di generazione di energia. L’evoluzione di aree geografiche, settori industriali, nonché di equilibri geopolitici - aggiungono - dipenderanno anche dalla presenza di attori capaci di gestire e offrire sistemi allineati al mix di esigenze in termini di innovazione ed economicità». Ed è in quest’ottica che Baronchelli e Calzavacca si stanno proponendo con successo, attraverso la loro attività industriale, sui mercati di tutto il mondo.
Il piano
Oggi il gruppo AB (1.145 addetti) è leader italiano nel settore della produzione, vendita e manutenzione degli impianti di cogenerazione e biometano. Negli ultimi cinque anni, la società di Orzinuovi è stata protagonista di un percorso di sviluppo notevole. In parte lo confermano i numeri del bilancio: il monte vendite del 2019 era di 252,74 milioni e progressivamente è cresciuto fino a raggiungere i 410,7 milioni a fine 2023.
Un’evoluzione dei volumi, che si è riscontrato anche (ma non solo) in termini di redditività: il risultato netto del 2019 era di 32,8 milioni, mentre quello dello scorso anno è di 51,9 milioni. Complessivamente, gli utili dell’ultimo lustro sfiorano i 150 milioni.
I progressi compiuti dalla realtà bresciana si rilevano anche dalla ripartizione del fatturato (la quota dell’export vale oggi il 42% contro il 35% dello scorso anno) e dalla capillarità della sua rete (oltre al quartier generale di Orzinuovi, la AB conta degli avamposti in tutta Italia e in Spagna, Romania, Polonia, Serbia, Croazia, Repubblica Ceca, Brasile, Canada, Regno Unito, Germania, Stati Uniti, Israele, Russia, Francia, Messico, Bulgaria, Argentina, Grecia e Singapore). D’altra parte, già in passato Calzavacca e Baronchelli avevano ammesso che «lo sviluppo internazionale costituisce un elemento chiave dell’evoluzione del gruppo». Ciò nonostante, il nucleo produttivo di AB rimarrà nella Bassa Bresciana.
La solidità
Per il futuro il gruppo, «differenziandosi dai propri competitor - continua la coppia di imprenditori - si porrà come interlocutore unico che possa permettere al cliente di creare un sistema energetico completo e sostenibile, offrendo diverse tecnologie disponibili (biogas, liquefazione metano e CO2, cogenerazione, fotovoltaico, sistemi di abbattimento emissioni, manutenzione e supporto agli studi di fattibilità)».
A tal proposito, per comprendere meglio le potenzialità di crescita della realtà bresciana, va evidenziato che la realizzazione di impianti è un’attività che genera poco più del 55% del fatturato di AB e quella relativa ai servizi di supporto agli impianti corrisponde al 41,2% del medesimo monte vendite.

«Da un punto di vista societario - ammettono Calzavacca e Baronchelli - sono previste aperture di nuovi mercati in aree non ancora presidiate». Inoltre, assicurano i due: «confermiamo anche per il prossimo triennio l’evoluzione dei volumi d’affari, con l’intenzione di mantenere l’attuale dimensione reddituale».
Un progetto che fonda le sue radici su un’ottima solidità patrimoniale e finanziaria. «Le scelte di politica aziendale che in questi anni hanno portato a non distribuire dividendi in favore degli azionisti - chiudono gli imprenditori - confermano la nostra volontà di consolidare patrimonialmente il gruppo e favorirne il suo sviluppo». Tradotto in numeri: oggi il patrimonio netto di AB è pari a 421,6 milioni di euro e comprende riserve per 363,76 milioni. La somma delle passività correnti e consolidate, invece, è di quasi 155 milioni.
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