I sindacati: «Clima di forte incertezza per il lavoro a Brescia»

A preoccupare, in primis, è l’andamento generale dell’economia. Annunciate campagne contro le morti sul lavoro e i lavoratori fantasma
Preoccupa il rallentamento della manifattura - © www.giornaledibrescia.it
Preoccupa il rallentamento della manifattura - © www.giornaledibrescia.it
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Si preannuncia un autunno piuttosto caldo per il mondo del lavoro bresciano. Molti sono i temi posti sul piatto dai sindacati, assieme alle iniziative già in cantiere per le prossime settimane. A preoccupare, in primis, è l’andamento generale dell’economia, con il rallentamento della manifattura negli ultimi mesi e il clima incerto che grava a causa delle transizioni in atto, soprattutto su settori come l’automotive.

Morti sul lavoro

E c’è la piaga, mai sanata, delle vittime nei luoghi di lavoro come rileva Alberto Pluda, segretario generale Cisl Brescia: «Siamo arrivati a 34 morti a Brescia nel 2024, oltre a innumerevoli incidenti spesso non denunciati. Così non può continuare. Come Cisl, faremo in autunno una campagna di sensibilizzazione con gli studenti delle scuole superiori bresciane, dove porteremo anche la testimonianza di due lavoratori che hanno subìto infortuni».

Altro problema prioritario è la crisi economica «dovuta al contesto della Cina, che sta frenando e che dapprima colpirà la Germania, per poi ripercuotersi anche su di noi».

Preoccupazione

Anche Francesco Bertoli, segretario generale Cgil parla di «preoccupazione» per il trend economico: «Un’attenzione ulteriore va rivolta al settore dell’edilizia, mentre i fattori internazionali, dalla guerra ancora in corso alle elezioni americane sullo sfondo, di certo non aiutano».

Bertoli punta quindi il dito verso «un governo che non ci sembra stia facendo una parte adeguata in tema di sviluppo industriale, miglioramento delle condizioni socio-economiche e accompagnamento nella transizione digitale, ecologica ed energetica». C’è poi la grande partita dei rinnovi contrattuali: «Non sono state stanziate risorse per il comparto pubblico; c’è evidentemente una scelta di non andarle a trovare laddove si dovrebbe».

Incertezza

«Avvertiamo molta incertezza - commenta il segretario generale Uil, Mario Bailo -: abbiamo chiuso prima delle ferie con un aumento della cassa integrazione. Non registriamo allarmismi particolari, che si traducano nella chiusura di aziende, ma di sicuro terremo monitorata la situazione nelle prossime settimane».

La Uil ha avviato la campagna «No ai lavoratori fantasma», in riferimento ai lavoratori sfruttati, costretti a lavorare senza contratto o con pseudo-contratti che in realtà celano forme di lavoro subordinato. E, di concerto con la Cgil, sta portando avanti la raccolta firme per il referendum abrogativo della legge sull’autonomia differenziata, che ha superato le 700mila firme (di cui più di 500mila online).

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