Economia

Hub della conoscenza, i giovani accompagnati verso il futuro

L’intervista a Gulio Noci prorettore del Politecnico di Milano
Adriano Baffelli

Adriano Baffelli

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l professor Giuliano Noci, direttore scientifico dell’Hub della Conoscenza © www.giornaledibrescia.it
l professor Giuliano Noci, direttore scientifico dell’Hub della Conoscenza © www.giornaledibrescia.it

Le persone al centro di una rete tra imprese e pubblica amministrazione in una prospettiva di convergenza che indaghi scientificamente agricoltura, industria e altri ambiti, guardando al futuro della Bassa bresciana. Un’operazione per recuperare e rafforzare l’identità del territorio guardando anche oltre i confini provinciali.

Possiamo sintetizzare così il molto racchiuso nell’Hub della Conoscenza, progetto che da alcuni mesi vivacizza la Bassa con cerchi concentrici che si riverberano da Leno, creando dibattito. L’ottocentesca Villa Seccamani di Leno, immobile di Cassa Padana, da sabato diverrà la Casa dell’Hub della Conoscenza, dove giovani, imprese, scuola, università e istituzioni dialogheranno, si propone la banca, protagonista del lungimirante progetto con l’Istituto Superiore Capirola di Leno e Polimi, business school del Politecnico di Milano.

Come indichiamo nell’apposito spazio in pagina, sabato ci sarà anche l’inaugurazione ufficiale dell’iniziativa, che lunedì 29 aprile proporrà al Forum Cassa Padana l’incontro «Verso un’identità strategica della Bassa bresciana», in prospettiva dell’appuntamento elettorale che coinvolgerà molti Comuni del territorio. Per meglio capire genesi e obiettivi del progetto, intervistiamo Giuliano Noci, prorettore del Politecnico di Milano, nella sua veste di direttore scientifico dell’Hub della Conoscenza.

Professor Noci, da dove nasce l’HdC?

«Da un’idea convergente tra Cassa Padana e il duo Noci-Baronio, circa la necessità strategica di essere vicini al territorio e alle imprese fornendo servizi nuovi a fronte delle grandi sfide che il mondo pone. In particolare, con il professor Angelo Baronio, abbiamo da tempo coscienza che nel quadro generale delle grandi sfide che tutti i territori affrontano, la Bassa sconta maggiori difficoltà, anche per la mancanza di un ente sovradimensionale. Lo scenario è diverso e più difficile rispetto al lago, alle valli, alla Franciacorta. Le imprese non hanno riferimenti nemmeno nei corpi intermedi».

Quali sono le direttrici principali d’intervento?

«Il progetto si basa su tre assi fondamentali di lavoro: giovani; pubblica amministrazione; imprese. Se manca uno di questi componenti, l’ingranaggio s’inceppa».

Possiamo dire che un aspetto immateriale concerne l’identità territoriale?

«Indubbiamente, si tratta di un elemento centrale di grande rilevanza, sul quale dobbiamo lavorare. Identità significa avere consapevolezza della propria storia e delle potenzialità del territorio. Lavorare in tale direzione eviterà in futuro lo spopolamento e la partenza verso l’estero dei giovani».

Che messaggio proponete ai candidati sindaci e amministratori nell’incontro in programma il prossimo 29 aprile al Forum Cassa Padana di Leno?

«Anzitutto quello della necessità che alzino lo sguardo, che siano consapevoli che gli enti locali in questa fase faticano a garantire l’ordinario. Situazione destinata a peggiorare considerando la previsione per i prossimi cinque anni di 750mila addetti in meno nella Pubblica amministrazione».

E quali proposte avanzate?

«Ci deve essere una precisa politica di sviluppo del territorio, l’ordinario non basta più. Bisogna promuovere la gestione associata dei servizi, che consente di liberare energie per praticare strategie che contrastino lo spopolamento, invertano la rotta, creando nuovo sviluppo e prospettive».

L’incontro di Cigole delle scorse settimane ha evidenziato la disponibilità della presidenza del Consiglio, o sbaglio?

«Confermo, possiamo contare sul supporto della Direzione affari generali della presidenza del Consiglio dei ministri, che da vent’anni opera per favorire l’organizzazione e la gestione associata dei servizi comunali».

Temi, quali intelligenza artificiale, crisi demografica, pensionamenti nella Pubblica amministrazione, come si devono affrontare?

«Sono aspetti tra loro intrecciati che impongono un veloce cambio di registro e gli enti locali devono essere protagonisti dello sviluppo. Per questo confido che il 29 aprile i candidati ad amministrare i vari paesi del circondario intervengano e si confrontino apertamente sul futuro del territorio».

Nell’incontro del 29 aprile quale spazio è previsto per i giovani?

«Saranno proprio loro a dare il via ai lavori indicando il loro ruolo da protagonisti per definire il futuro, per decidere che territorio desiderano costruire. Saranno testimonianze molto utili per gli aspiranti sindaci e amministratori».

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

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