Economia

Il colosso cinese Anta Sports acquisisce il 29% di Puma

Operazione da 1,5 miliardi di euro in contanti. La quota è stata ceduta dalla famiglia Pinault, proprietaria di Kering
Ieri il titolo di Puma ha guadagnato l'8,92%
Ieri il titolo di Puma ha guadagnato l'8,92%
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Gli artigli del Dragone sulla tedesca Puma. La cinese Anta Sports Products ha annunciato l’acquisto del 29% del colosso dell’abbigliamento sportivo bavarese con un’operazione da 1,5 miliardi di euro (1,8 miliardi di dollari) tutta in contanti, accelerando la sua spinta alla globalizzazione. A vendere è Artemis, holding della famiglia Pinault, proprietaria anche di Kering, il gruppo francese del lusso che controlla marchi blasonati come Gucci e Balenciaga.

L’accordo è l’ultima aggiunta al portafoglio di brand di Anta, che include i diritti nel mercato cinese di Fila e Descente, mentre la sua affiliata estera, Amer Sports, quotata a New York, possiede tra gli altri Arc’teryx (che nel 2022 registrò un boom di vendite dopo che un suo giaccone fu indossato dal presidente Xi Jinping, nelle ispezioni ai siti invernali delle Olimpiadi di Pechino), Wilson e Salomon. Anta ha concluso l'acquisizione della finlandese Amer nel 2019, a capo di un consorzio impegnato in un’operazione di circa 5,2 miliardi di dollari. Lo scorso anno, invece, ha versato 290 milioni di dollari per il produttore tedesco di attrezzature per l'outdoor Jack Wolfskin da Topgolf Callaway Brands, rafforzandosi nel segmento.

Il quadro

La presenza globale di Puma e il suo posizionamento nelle categorie sportive «sono altamente complementari all'attuale attività multimarca e specializzata del gruppo», ha chiarito Anta in una nota, puntando a essere rappresentata nel consiglio di sorveglianza di Puma. Una lettura premiata dai mercati: i titoli del colosso tedesco hanno festeggiato alla Borsa di Francoforte (+8,92%), mentre le azioni del gruppo cinese, trattate a Hong Kong, hanno avuto un balzo del 2,03%.

Anta è un attore importante nel mercato cinese dell’abbigliamento sportivo, che lo scorso anno valeva circa 600 miliardi di yuan (86,3 miliardi di dollari), secondo Media Research, con vendite in crescita a livello consolidato. Puma, al contrario, ha avuto difficoltà negli ultimi trimestri a causa di vendite deboli, anche in Cina. Ding Shizhong, fondatore nel 1991 e presidente di Anta, ha affermato che il prezzo delle azioni Puma negli ultimi mesi non rifletteva il potenziale a lungo termine del brand e che il suo gruppo avrebbe dato una spinta alla sua continua rinascita.

Il gruppo

Basato nel Fujian, annovera tra i mercati principali il Sudest asiatico, il Medio Oriente, il Nord America e l'Europa: ha dichiarato di prevedere che l’acquisizione del pacchetto di maggioranza di Puma possa essere completata entro la fine del 2026, dopo le relative approvazioni normative, tutta finanziata con risorse di cassa interne. Tuttavia, gli analisti di Jeffries hanno avvertito di aspettarsi che Anta emetta nuove azioni dopo l’accordo con Puma, sulla base delle esperienze in acquisizioni passate. Insomma, la spinta alla globalizzazione del gruppo cinese potrebbe avere un costo più alto delle previsioni.

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

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