Gli orologi di nicchia ispirati a samurai e moto storiche

Angela Dessì
Li produce TimeChangers, una piccola azienda con sede a Rovato che da alcuni anni produce e vende pezzi unici e di alta gamma
Il designer bresciano Fausto Lancini
Il designer bresciano Fausto Lancini
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Prendete la leggendaria figura del samurai o il motore bicilindrico delle storiche moto da corsa, mixateli con la passione per l’artigianato made in Italy e conditeli con il mistero dell’inevitabile scorrere del tempo: il risultato sarà TimeChangers, piccola realtà imprenditoriale di casa a Rovato che da alcuni anni produce e vende orologi unici e di alta gamma con l’intenzione di «dare valore al tempo».

Fondata nel 2014 a Bergamo dai bresciani Romano Alberti, designer e grafico, e Fausto Lancini, artigiano e designer, insieme all’emiliano Roberto Jannello, manager di stanza in terra bergamasca, la srl nasce quasi per caso dalla comune passione di Alberti e Jannello per le arti marziali.

«Praticavamo arti marziali insieme e nel 2013 scoprii che aveva disegnato un orologio facendo ricerche storiche e artistiche sulla figura e l’armatura del samurai del periodo Edo – racconta Jannello –: mi disse che aveva conosciuto un artigiano di Rovato che aveva realizzato un prototipo fatto a mano, e sono andato a vederlo».

Il founder Romano Alberti
Il founder Romano Alberti

I primi modelli

Il prototipo era il precursore della linea O-Yoroi, tributo al samurai giapponese e alla sua armatura (ciascun componente dell’orologio richiama le parti che la costituiscono), realizzato in edizione limitata, con pezzi unici e numerati, per una nicchia di mercato di lusso.

«L’azienda è nata a Bergamo per questioni di “comodità” ma da subito ci siamo trasferiti con uffici e laboratorio a Rovato, dove risiede Lancini», continua Jannello che spiega come, per i primi due anni, TimeChangers si sia affidata all’incubatore di Dalmine per avviare il progetto, ma quando si era pronti a raccogliere i primi frutti è arrivata la pandemia a bloccare tutto.

Una linea di nicchia

Tutto ma non la creatività. Proprio in quegli anni nasce un altro progetto: quello di un linea, sempre di nicchia ma con un prezzo più abbordabile, ispirata questa volta alle motociclette italiane da corsa. Qui è lo stesso Lancini a incastonare i dettagli di pistoni, cilindri e testate di potenti motori bicilindrici in telai a traliccio di tubi d’acciaio, dando vita ad un cronografo, unico nel suo genere, che prende il nome di Naked Bike. «Al momento per la linea O-Yoroi abbiamo prodotto solo 150 esemplari numerati, in edizione limitata, mentre dei Naked Bike ne abbiamo realizzati 500, in esaurimento, che andremo poi a riprodurre ma con un impostazione nuova, perché facendolo per passione ci piace l’idea di dare spazio a idee diverse», spiega Romano Alberti.

Il socio Roberto Janello
Il socio Roberto Janello

L’azienda si occupa direttamente della produzione dei prototipi e della progettazione del prodotto finale mentre per la realizzazione dei pezzi unici si avvale di fornitori qualificati della filiera italiana.

Il salto nei mercati esteri

Nel 2023 il business è stato da micro impresa, ma nel 2024 i soci prevedono un «salto» complice l’ingresso sul mercato americano. «Il 90% dei nostri prodotti sono venduti oltre confine – tira corto Jannone –: se a Singapore è più facile vendere un orologio di lusso da 9 mila euro, in Italia il mercato è molto fermo sui brand più conosciuti, Rolex in particolare, e questo rende la sfida ancora più complessa».

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