Prosegue la corsa del prezzo dell’oro. A fine 2023, la quotazione del metallo giallo aveva toccato il massimo storico di 2.151 dollari l’oncia, ieri siamo arrivati a quota 2.740 dollari (81,35 euro al grammo), con una variazione positiva del 27,4% rispetto al 31 dicembre dello scorso anno. L’oro è per antonomasia il bene rifugio che attrae le attenzioni degli investitori durante periodi di crisi o di inflazione alle stelle. Tuttavia, in questa particolare fase storica, le ragioni che stanno alla base del suo apprezzamento sono anche altre. Negli ultimi mesi, ad esempio, le banche centrali, in particolare quelle asiatiche, hanno fatto man bassa di metallo giallo, rimpolpando le loro riserve auree e assecondando una strategia di «de-dollarizzazione», delineata da alcuni Paesi per diventare sempre meno dipendenti dall’America. Lo scrive anche il professor Alessandro Giraudo nel suo nuovo libro «Oro, argento e scintillanti follie» (Add Editore, 19 euro), uscito pochi giorni fa e in cui l’economista italiano con cattedra all’Inseec di Parigi evidenzia come anche nell’epoca dell’Ai, l’economia globale sia molto condizionata dai metalli preziosi.
«L’oro e l’argento hanno partecipato a fare e disfare la storia - prosegue Giraudo -. Salva-gente (molte vite sono state risparmiate da questi metalli preziosi), ma anche ammazza-gente (tante guerre sono state finanziate e sono state prolungate proprio dai lingotti dei due metalli). "Auri sacra fames" scrive Virgilio nell’Eneide ("Maledetta fame dell’oro"); il banchiere J.P. Morgan ha affermato che "l’oro è denaro, tutto il resto è credito". Cristoforo Colombo, dopo aver ottenuto i capitali per il suo secondo viaggio, aveva scritto "Chi possiede l’oro, possiede un meraviglioso tesoro che l’aiuta anche ad entrare nel Paradiso"; erano bastati 14,5 chili di metallo giallo per finanziare il suo primo viaggio, un progetto folle ed un eccezionale caso di serendipidità. Il paradosso dell’oro, ma anche dell’argento, è che i due metalli sono estratti nelle viscere della terra e spesso finiscono, ancora una volta, sotto-terra nei forzieri delle banche centrali e delle banche commerciali, protetti da sistemi di sicurezza alla James Bond».




