Franciacorta: vendite 2024 in leggero calo, ma il brand cresce

Lo scorso anno vendute 19 milioni di bottiglie, -2% sul 2023. Lunedì a San Francisco la consegna del Wine Region
Un brindisi con bollicine Franciacorta - © www.giornaledibrescia.it
Un brindisi con bollicine Franciacorta - © www.giornaledibrescia.it
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Anche la crisi dell’automotive può paradossalmente influenzare le vendite di un Franciacorta. «Non vediamo antibiotici, ma beni voluttuari - chiosa il presidente del Consorzio, Silvano Brescianini -. Se l’economia arranca, se le filiere sono in difficoltà, se girano meno soldi, questo si ripercuote sulle vendite di bollicine, in Italia come all’estero».

Il 2024 non è stato un anno facile per nessuno. Il consumo di champagne è crollato del 9% (stime del Comité Champagne, che è stato diffuso nei giorni scorsi). E anche le bollicine bresciane hanno fatto segnare una battuta d’arresto: nel 2024 sono state vendute 19.128.814 bottiglie di Franciacorta, il 2% in meno rispetto al 2023; ma in crescita dell’8,9% rispetto al dato pre-Covid del 2019.

Per Brescianini il bilancio è comunque positivo: «Nonostante la crisi della Germania, la svalutazione dello yen giapponese; e una stagione che in Italia meteorologicamente non ha aiutato il Franciacorta ha saputo mantenere la sua forza, l’anno si è chiuso con risultati stabili e incoraggianti».

Internazionalizzazione

L’Italia resta in assoluto il mercato di riferimento, con in testa Lombardia ed Emilia Romagna, ma in questi anni il Consorzio ha fatto un grande lavoro sul posizionamento del brand all’estero, dove ancora viene esportata una percentuale non certo alta di vini (il 12% delle oltre 19 milioni di bottiglie vendute). Un esempio di questo impegno è l’impegno negli Stati Uniti, dove sono state strette partnership strategiche con eventi di alto profilo, come gli Emmy Awards, con la Guida Michelin Usa. «Gli Stati Uniti sono un mercato strategico, sono il primo mercato al mondo per il vino - spiega il presidente -. Il riconoscimento ci riempie di orgoglio e ci motiva a continuare sulla strada intrapresa, tutte le collaborazioni negli Usa rafforzano la visibilità del marchio e consolidato il suo valore come premium sparkling wine, vera eccellenza italiana nel mondo».

Oggi Franciacorta è un territorio che mette insieme 3.500 ettari di vigneto, oltre 120 cantine, ed un giro d’affari stimato di 500 milioni. Area diventata punto di riferimento per il Metodo Classico. La strategia non cambia: investimenti ed attenzione ad una «produzione sostenibile e di alta qualità». Puntare sulla qualità è un elemento che ha consentito al Franciacorta di crescere in valore: a fine dicembre 2024 il prezzo medio di una bottiglia di Franciacorta allo scaffale - Iva inclusa - era pari a 25,52 euro, la crescita del prezzo rispetto al 2019 è stata del 14,6%, «segno di un apprezzamento costante delle qualità ed identità del prodotto».

Riconoscimento

Il 2025 inizia con un prestigioso riconoscimento: lunedì prossimo, 27 gennaio, al Westin St. Francis di San Francisco, durante il Black Tie Gala, verrà consegnato a Brescianini l’International Wine Region of the year 2024 dalla rivista statunitense Wine Enthusiast. Gli awards premiano ogni anno le realtà al di fuori degli Stati Uniti che hanno dato un contributo straordinario all’industria del vino. Ma il 2025 segna anche il consolidamento delle partnership, con Camera Nazionale della Moda Italiana, 1000 Miglia e Porsche.

Radiografia delle vendite

Secondo i dati dell’Osservatorio economico 2024 del Consorzio Franciacorta, l’Italia rappresenta l’88% del venduto in termini di volumi, in flessione dell’1,9% rispetto al 2023 (+8,1% sul 2019). L’export costituisce il restante 12,0%, con un tasso di variazione pari al -3,1% rispetto al 2023 (+15,4% sul 2019). Tra i canali di vendita, cresce la Gdo e gli intermediari (grossisti, importatori). I canali HoReCa ed enoteche, caratterizzati nel 2023 da performance più positive, riportano invece il segno negativo.

Principali mercati esteri

Analizzando le esportazioni, la Svizzera conferma il proprio primato (22,1%), in flessione dell1,8% (+38,8% sul 2019). Seguono gli Stati Uniti, che rappresentano il 12,6% del totale export (in crescita del 3,3% sul 2023, +21,3% sul 2019), il Giappone (10,8% del totale export, in flessione del 25,9% sul 2023, -29,7% sul 2019), la Germania (10,8% dell’export, -12,3% sul 2023, -1,5% sul 2019) e il Belgio, (4,9% dell’export, -8,6% sul 2023, +12,7% sul 2019). 

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