Economia

Energia, Brescia ha un motore verde che copre il 45% dei consumi

Idroelettrico, fotovoltaico e bioenergie collocano la nostra provincia ai vertici in Italia con una potenza di 3.524 MW. Colonna portante la centrale di Edolo
La centrale idroelettrica di Edolo è tra le più grandi d’Italia
La centrale idroelettrica di Edolo è tra le più grandi d’Italia
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Ci sono territori che guidano la corsa all’idroelettrico, altri che dominano il fotovoltaico o le bioenergie. La provincia di Brescia riesce a stare al vertice di tutte queste classifiche. Con 3.524 megawatt di potenza installata da fonti rinnovabili, il nostro territorio può essere considerato a tutti gli effetti la capitale italiana dell’energia verde.

Un primato energetico costruito grazie a un mix unico che va dalle grandi centrali idroelettriche della Valcamonica, ai tetti fotovoltaici dei capannoni industriali, fino agli impianti di recupero energetico e alle filiere agricole del biogas della Bassa. Un risultato ancora più importante se si considera che Brescia è anche una delle province più energivore d’Italia, con un sistema industriale – dominato dal comparto sidermetallurgico – che, secondo stime nel 2025 ha consumato intorno ai 9.000 GWh di energia, generando una bolletta di oltre 1,2 miliardi di euro.

Secondo i dati riportati da Terna nell’annuario statistico, Brescia pilastro industriale d’Italia, negli anni è riuscita a trasformarsi in un «motore verde», con circa 3.524 MW di potenza installata  per una produzione totale di energia rinnovabile stimata compresa tra i 5.700 e gli oltre 6.000 GWh annui che coprono quasi il 45% dei consumi totali provinciali.

Il gigante idroelettrico d’Italia

Colonna portante resta l’idroelettrico: 2.260 i megawatt di potenza installata lungo le dorsali dell’Oglio e del Chiese che alimentano una rete di centrali storiche che garantisce una produzione stabile, fondamentale per i cicli continui delle acciaierie. Quasi il 50% di tutta l’energia idroelettrica prodotta in Lombardia arriva dal territorio bresciano. Edolo rappresenta uno dei nodi più strategici grazie alla grande centrale di pompaggio, una delle più potenti d’Europa, che funziona come una gigantesca batteria per la rete elettrica nazionale. Impianti che sfruttano le acque dell’Oglio si trovano un po’ lungo tutta la valle; anche il Garda contribuisce alla produzione di energia, su tutti la centrale San Giacomo a Gargnano, alimentata dal salto di Valvestino; infine vanno segnalate le piccole derivazioni valsabbine che sfruttano le acque del fiume Chiese.

Fotovoltaico, superato 1 gigawatt potenza

Accanto alla «vecchia guardia» idroelettrica, negli ultimi anni è esploso il fotovoltaico. Tra il 2024 e il 2025 la provincia di Brescia ha superato il muro simbolico di 1 gigawatt di potenza solare installata, arrivando a 1.081 megawatt. Un risultato che vale a Brescia il primato nazionale per potenza fotovoltaica provinciale davanti a province del Sud Italia che negli ultimi anni hanno investito in grandi parchi solari.

La particolarità del modello bresciano è proprio questa: il nostro fotovoltaico non nasce da grandi parchi a terra (quindi non c’è consumo di suolo), ma da una diffusione capillare in particolare sui tetti delle aziende. Anche a causa dell’elevato costo dell’energia, centinaia di capannoni si sono trasformati in piccole centrali energetiche per l’autoconsumo aziendale.

Questo spiega il distacco netto di Brescia dalle province lombarde vicine: la potenza installata della nostra provincia, circa 1.081 MW, si confronta con Bergamo, circa 550 MW; e Milano circa 480 MW.

Limone sul Garda, l’impianto fotovoltaico sul tetto dell’Hotel du Lac
Limone sul Garda, l’impianto fotovoltaico sul tetto dell’Hotel du Lac

Il capoluogo Brescia detiene la quota maggiore di impianti, seguita da poli industriali come Montichiari, Castenedolo, Rezzato e Lumezzane. A ottobre 2025, ultimo dato disponibile erano 68.455 gli impianti installati nel Bresciano, seconda provincia dopo Roma che però conta circa 2,7 milioni di abitanti. Pannelli sui tetti dei capannoni, ma anche su molte case private la cui installazione è stata favorita dall’agevolazione del Superbonus e successivamente dalle Comunità energetiche rinnovabili.

Le Cer si stanno diffondendo soprattutto nei piccoli centri. Esempi emblematici sono ad esempio quelli del comune montano di Magasa, diventato caso di studio nazionale dopo aver azzerato quasi completamente la bolletta energetica comunale grazie a una micro-centrale idroelettrica. E la Valcamonica dove la Cer che raggruppa 23 Comuni e associa 248 membri tra enti pubblici, imprese e cittadini che ha raggiunto i 7,8 MW di potenza installata, un traguardo eccezionale che colloca il progetto tra i primi in Italia per condivisione di energia rinnovabile.

Bioenergie: biogas e recupero calore

Il sistema energetico bresciano non si limita però alla produzione elettrica. Un capitolo sottovalutato è rappresentato dalle bioenergie e dal recupero del calore, che contribuiscono comunque a ridurre il consumo di gas naturale. Non tenerne conto sarebbe quindi un errore. Il teleriscaldamento – nelle sue diverse declinazioni tra città e provincia – e gli impianti di valorizzazione energetica dei rifiuti fanno della nostra provincia uno dei territori più avanzati d’Europa nella gestione integrata dell’energia. Sul fronte della produzione di biogas e bioenergie, nei territori di Verolanuova e Manerbio è particolarmente attiva la filiera agricola.

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

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