La volontà della Commissione europea è chiara: far sì che la digitalizzazione sia un processo in grado di diffondersi capillarmente in tutti settori tecnologici e industriali. E se in ambiti come quello manifatturiero il percorso è già ben avviato, per quanto riguarda l’edilizia la strada è ancora lunga, specialmente nelle pmi, a causa anche delle complesse dinamiche del comparto, sotto certi punti di vista più complicato dell’ambiente fabbrica.
Con questo specifico obiettivo è perciò nato Dihcube, hub digitale e dell’innovazione dell’edilizia selezionato dal Ministero dello Sviluppo economico e dalla Commissione europea per entrare a fare parte della rete iniziale dei Digital innovation hub del continente.
Il nuovo hub si pone perciò l’obiettivo di assicurare il successo del Pnrr, promuovere la sostenibilità e la transizione energetica, migliorare la comunicazione e l’interoperabilità dei dati nella filiera e alimentare la cultura dell’innovazione».
I partner
I partner del progetto sono 12: due associazioni di categoria (Ance nazionale e Federcostruzioni), una pubblica amministrazione (Ente nazionale per il microcredito), tre operatori commerciali e no-profit e sei tra università, organizzazioni di ricerca ed enti di trasferimento tecnologico
Tra queste ultime realtà figura anche l’Università degli Studi di Brescia, che partecipa attraverso due dipartimenti, quello di Ingegneria civile, ambiente, territorio, architettura e matematica (Dicatam) e quello di Ingegneria dell’informazione (Dii). «La sfida di Dihcube è riconfigurare il settore delle costruzioni, incentrandolo sui valori Esg e con il digitale che gioca un ruolo abilitante» afferma Angelo Luigi Camillo Ciribini, professore ordinario in Statale e referente per la stessa per quanto concerne l’hub.
Nello specifico il ruolo del polo, che da aprile entrerà in piena coperatività con l’attivazione della piattaforma digitale (le sedi territoriali di Ance saranno invece gli sportelli fisici), sarà quello di fornire servizi (formazione, consulenze, tecnologie, dall’IoT, anche per la sicurezza sul lavoro, al Bim per fare degli esempi) per le aziende del territorio, in special modo le pmi.
L’ambizione però, e lo conferma anche la presenza di una Pa tra i partner, è riuscire a implementare la digitalizzazione anche all’interno del pubblico, vista l’importanza delle pubbliche amministrazioni all’interno della filiera delle costruzioni. «Parliamo a un pubblico nazionale - sottolinea Deldossi -, ma nel futuro c’è anche la collaborazione con gli hub di altri Paesi d’Europa».
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