Economia

Decreto «Salva casa», ancora poche le richieste a Brescia

Nei prossimi mesi, però, è attesa un’impennata. Boldi (Ordine Ingegneri): «Bene il decreto, ma ora serve una riforma integrale della normativa»
Il decreto è stato approvato lo scorso luglio - © www.giornaledibrescia.it
Il decreto è stato approvato lo scorso luglio - © www.giornaledibrescia.it
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Secondo alcune stime quasi l’80% degli immobili in Italia presentano abusi edilizi, migliaia nel Bresciano. Stiamo parlando di piccole difformità, spostamenti di tramezze, installazione di vetrate esterne, aperture di finestre non previste. Piccole «incongruenze» che rendono le abitazioni invendibili e sono un freno al mercato immobiliare.

Ovviare a questo problema è uno degli obiettivi del decreto legge 69/24, il cosiddetto «Salva casa». Ad oggi sono poco più di una decina le richieste di regolarizzazione presentate in provincia di Brescia. Nei prossimi mesi è attesa l’impennata delle richieste.

Non è un condono

È bene chiarire subito che non si tratta di un condono edilizio. Per gli immobili edificati senza permesso, o che successivamente hanno subito trasformazioni importanti, la situazione non cambia. La normativa introduce semplificazioni rilevanti. Prima del decreto gli abusi si potevano sanare entro paletti rigidi: le modifiche effettuate dovevano risultare in regola sia con le norme edilizie (il regolamento comunale) e con quelle urbanistiche (il Piano generale del territorio) all’epoca dei lavori. Il decreto amplia il numero degli interventi in edilizia libera.

Gli ingegneri

Sul tema è intervenuto nei giorni scorsi l’Ordine degli Ingegneri di Brescia che ha espresso un giudizio positivo sul «Salva casa» auspicando però una riforma integrale e organica dell’impianto normativo edilizio, oggi non più differibile. «Serve un codice più rispondente alle esigenze di semplificazione e razionalizzazione - spiega la presidente dell’ordine Laura Boldi -, perché la nuova normativa urbanistica deve supportare e facilitare la crescita e il futuro sostenibile del Paese, assecondando le nuove esigenze di rigenerazione urbana, di riduzione del consumo di suolo e di costruire sul costruito».

L’iniziativa

Laura Boldi, presidente dell'Ordine degli Ingegneri di Brescia - © www.giornaledibrescia.it
Laura Boldi, presidente dell'Ordine degli Ingegneri di Brescia - © www.giornaledibrescia.it

Nelle prossime settimane gli ingegneri avvieranno una serie di incontri tra i professionisti del settore, per approfondire il tema delle sanatorie. «Il decreto ha apportato modifiche sostanziali al Testo unico dell’edilizia, fornendo semplificazioni e maggiore chiarezza della pratica applicativa e permettendo la regolarizzazione delle piccole difformità che rendevano numerose abitazioni invendibili - spiega la Boldi -. Con la nuova legge possono essere superate situazioni in stallo da decenni».

«Una delle prime cose che vorremmo far passare, sia ai professionisti sia ai cittadini, è che chi applicherà questa norma dovrà rendere coerente tutto l’apparato burocratico, dalla pratica edilizia a quella catastale».

Il «Salva casa» incide anche sul processo di governo del territorio, la cui nuova frontiera è il «green deal», la rigenerazione urbana e la limitazione del consumo di suolo; impatterà anche sugli enti locali e sui loro Pgt. «La nuova legge deroga senza abrogare altre normative vigenti, creando potenziali contrasti - conclude la Boldi -. Per questo non pone al riparo i professionisti e gli uffici tecnici della PA dal rischio di una non corretta interpretazione. La scelta di effettuare modifiche parziali di un testo normativo, ormai inadeguato, aumenta le incertezze applicative e può produrre criticità nel governo dei territori che necessitano di una disciplina urbanistica e nuovo Codice delle costruzioni organici e attuali».

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