Dal 2025 la Snar Laminati utilizzerà solo energia da fonti rinnovabili

Quando si dice che le piccole e medie imprese non solo sanno affrontare i cambiamenti, ma addirittura mettere in campo processi virtuosi che anticipano i traguardi fissati per le transizioni in atto. Un illuminante esempio è dato dalla Snar Laminati, che dopo aver elaborato il proprio Bilancio di sostenibilità, ha già firmato un contratto che le consentirà di certificare, a partire dal gennaio 2025, l’utilizzo di energia elettrica proveniente esclusivamente da fonti rinnovabili.
Non solo: sono in corso accordi con acciaierie europee, che prevedono a breve le prime consegne di acciaio green, che i clienti di Snar avranno la possibilità di scegliere all’interno della variegata gamma di prodotti. Iniziative importanti per l’azienda con sede nella zona industriale di Cellatica, che denotano un grande impegno verso le tematiche della sostenibilità.
La storia
L’azienda, fondata nel 1950 dall’ing. Lodovico Giordani per la produzione di reggia in ferro per l’imballaggio, si è successivamente convertita nella produzione di nastri in acciaio alto tenore di carbonio e legati per tranciatura e stampaggio. Attualmente è guidata dal ceo Sperandio Giordani e, negli ultimi anni, ha migliorato la qualità e la varietà dei propri prodotti, anche grazie agli investimenti in impianti e nuove tecnologie, con l’acquisto di forni per il trattamento termico a idrogeno e i revamping dei laminatoi.
Dopo aver conseguito la certificazione Iatf per la qualità nel settore automotive, ha proseguito il suo cammino di miglioramento degli standard certificandosi anche con la 45001, che specifica i requisiti per un sistema di gestione della salute e sicurezza sul lavoro.
Il mercato
Snar è un’azienda che, oltre a porre una forte attenzione all’impatto ambientale, prosegue nei suoi piani di sviluppo con gli investimenti sugli impianti. La produzione è destinata a nicchie di eccellenza internazionali con destinazioni diversificate quali i comparti elettrico/elettronico, automotive, industria del mobile, movimento terra e agricoltura. Il portfolio clienti è costituito principalmente da una rosa di realtà multinazionali fidelizzate, per le quali l’azienda bresciana si affida, quanto a materie prime, alle migliori acciaierie europee.
Nonostante i cali generalizzati del 2023 nel settore dell’acciaio la marginalità, informa una nota aziendale, risulta in incremento, con un Ebitda che sale da 3,18 a 3,4 milioni di euro, mentre il fatturato è passato da 22,66 a 19,42 milioni, con un calo del 14%, dovuto per il 10 % ad un ridimensionamento dei prezzi dei prodotti siderurgici e per il 4% al calo della quantità venduta.
Il Consiglio di amministrazione, uscita Sandra Loda dopo 53 anni di collaborazione, risulta ora così composto: Annalisa Offer presidente, Donal Peli e Andi e Ludovico Giordani consiglieri.
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