Copan, nell’anno dei record un maxi premio ai dipendenti

Da Wuhan a Codogno, per poi diffondersi a Brescia, Bergamo, in tutta Italia e quindi espandersi in ogni angolo del mondo: se si è riusciti a identificare l’origine dell’emergenza sanitaria e in seguito a tracciare l’evoluzione della pandemia da Covid-19 lo si deve anche ai tamponi prodotti dalla Copan.
Prima dello stato di crisi globale generato dal temuto virus, il gruppo di via Perotti realizzava 250milioni di tamponi floccati l’anno, mentre oggi la sua capacità produttiva ha superato la soglia del miliardo di pezzi.
«La drammaticità degli eventi - ammette la presidente Stefania Triva - ci ha spinto ad affrontare una sfida senza precedenti». Una prova di natura straordinaria a cui Copan ha risposto con la solita prontezza, mettendo in risalto un’indiscutibile competenza e un forte senso di responsabilità. Tant’è che i vertici della realtà bresciana hanno anche riconosciuto ai propri dipendenti un premio adeguato agli ottimi risultati raggiunti.
Il punto. I numeri espressi nel bilancio 2020, in effetti, sono eccellenti: nell’arco di dodici mesi il fatturato della società bresciana è passato da 142,8 a 331,2 milioni di euro e il Margine operativo lordo - indice che sintetizza il risultato della gestione caratteristica - è cresciuto da 25,9 a 125,8 milioni (adesso il valore del Mol corrisponde al 40,4% dei ricavi, rispetto al 18,2% del 2019). Ebbene: al netto degli ammortamenti (11,6 milioni), degli oneri finanziari (6,7 milioni) e delle imposte (21,4 milioni), Copan ha chiuso l’esercizio con un utile record di 86 milioni (contro i 15,9 milioni dell’anno precedente), una parte del quale sarà destinato ai suoi collaboratori.
«Con orgoglio - spiega la presidente Triva, che con il nipote Giorgio condivide ogni decisione strategica - penso a tutti i nostri dipendenti e collaboratori che con senso civico, coraggio e generosità hanno dedicato tutte le loro energie per dare il proprio contributo. Ognuno di noi, anche nei mesi più difficili dell’emergenza, ha vissuto dentro di sé la missione di produrre i tamponi e le automazioni per i laboratori diagnostici di tutto il mondo. A tutti loro, a nome mio e del gruppo, il più sentito ringraziamento». In altri termini, oltre ai 4,5 milioni di euro destinati ai dipendenti sotto le voci «politiche sociali», «premi» e «welfare aziendale», ai circa mille addetti a libro paga di Copan è riconosciuto un ulteriore bonus per un valore complessivo di 5 milioni, legato appunto «alla loro partecipazione e alla responsabilità richiesta dall’emergenza Covid».
L’etica. La pandemia ha scatenato un incremento dei consumi di tamponi per indagini virali, che segnerà anche gli anni a venire. Per capirci meglio, stiamo parlando di una domanda di mercato cresciuta in modo esponenziale (circa 200 volte più grande rispetto all’ordinario) e a cui Copan ha risposto innanzitutto rafforzando in modo significativo la capacità produttiva e la sua presenza nel mondo e in secondo luogo concedendo in licenza ad altri operatori alcune tecnologie brevettate e fin qui mai condivise.
«Consapevoli della gravità della situazione e del nostro ruolo - non nasconde Stefania Triva -, seppure nelle fasi iniziali della pandemia abbiamo assistito ai rincari praticati dai nostri concorrenti, abbiamo ritenuto ingiusto sfruttare le condizioni createsi per lucrare sulla disperazione di coloro che stavano cercando di salvare vite umane e, guidati da questo principio, abbiamo mantenuto inalterato il nostro listino, vendendo i nostri prodotti alle medesime condizioni dei periodi pre-pandemia». E se il tampone floccato è un’invenzione su cui Copan sta investendo da quasi vent’anni, durante le fasi iniziali dell’emergenza sanitaria, riscontrando le grandi criticità che anche i laboratori stavano vivendo nel tentativo di aumentare la loro capacità produttiva, il gruppo bresciano ha lanciato «Universe», una piattaforma che consente di velocizzare la fase pre-analitica dei campioni, dando così un altro contributo significativo alla lotta contro il virus Sars-Cov-2. «Abbiamo creduto e investito nella pre-analitica molto prima di chiunque altro - chiude l’imprenditrice bresciana -. La nostra visione e la nostra capacità di innovare permetteranno di soddisfare i nuovi bisogni di un mercato post pandemico nel quale ci candiamamo a rimanere leader».
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