Economia

Quali sono i bonus per chi ha figli e cosa fare per ottenerli

Marco Papetti
Bonus asilo nido, assegno unico, bonus mamme lavoratrici, bonus nuovi nati. Come sono cambiati i contributi economici per famiglie con figli e quali sono ancora validi nel 2026
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I cinque bonus dedicati alle famiglie
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Bonus asilo nido, assegno unico, bonus mamme lavoratrici, bonus nuovi nati. Come sono cambiati i contributi economici per famiglie con figli e quali sono ancora validi dopo l’ultima Manovra? Vediamo di seguito i principali bonus a cui si potrà accedere nel 2026.

Assegno unico universale

Partiamo dall’Assegno unico universale. Si tratta di un assegno rivolto alle famiglie con figli a carico fino ai 21 anni di età. Non è previsto un limite anagrafico per i figli con disabilità. Viene definito “universale” perché spetta, purché si posseggano i requisiti richiesti, in misura minima a tutte le famiglie con figli, anche senza Isee o in presenza di un Isee che supera la soglia massima, che nel 2026 è di 46.582,71 euro annui. Può essere richiesto da lavoratori dipendenti pubblici e privati, autonomi, pensionati, disoccupati e inoccupati.

L’Assegno spetta:

  • per ogni figlio minorenne a carico (dal settimo mese di gravidanza per i nuovi nati);
  • per ciascun figlio maggiorenne a carico, fino al compimento dei 21 anni, che: frequenti un corso di formazione scolastica o professionale o un corso di laurea; svolga un tirocinio o un’attività lavorativa e possieda un reddito complessivo inferiore a 8mila euro all’anno; sia registrato come disoccupato e in cerca di un lavoro presso i servizi pubblici per l’impiego; svolga il servizio civile universale;
  • come detto, per ogni figlio con disabilità a carico e senza limiti di età.

L’importo dell’Assegno è calcolato in base al valore dell’Isee presentato, all’età dei figli e di altre condizioni. È prevista una quota variabile progressiva in relazione alle soglie Isee rivalutate annualmente: si va da un massimo di 203,80 euro per ciascun figlio minore con Isee fino a 17.468,51 euro a un minimo di 58,30 euro per ciascun figlio minore in assenza di Isee o con Isee pari o superiore a 46.582,71 euro. Gli importi dovuti per ciascun figlio possono essere maggiorati nelle ipotesi di nuclei numerosi (per i figli successivi al secondo); madri di età inferiore a 21 anni; nuclei con quattro o più figli, genitori entrambi titolari di reddito da lavoro; figli affetti da disabilità; figli di età inferiore a un anno; figli di età compresa tra 1 e 3 anni per nuclei con tre o più figli e Isee fino alla soglia massima annuale, che, si ricorda, nel 2026 è di 46.582,71 euro.

Bambini con lo zaino sulle spalle
Bambini con lo zaino sulle spalle

La domanda può essere presentata:

  • da uno dei due genitori che esercitano la responsabilità genitoriale, a prescindere dalla convivenza con il figlio;
  • dal tutore del figlio o del genitore;
  • dai figli, al compimento della maggiore età. Questi possono presentare la domanda in sostituzione di quella eventualmente già presentata dai genitori, richiedendo il pagamento diretto della quota di Assegno che gli spetta.

A chi presenta la domanda per l’Assegno entro il 30 giugno verranno erogati anche gli arretrati da marzo in poi. Nel caso in cui, invece, si presenti la richiesta dopo il 30 giugno, l’Assegno decorre dal mese successivo a quello della presentazione (ed è determinato sulla base del valore dell’Isee al momento della domanda). La domanda può essere presentata online sul sito dell’Inps o ai patronati.

Bonus asilo nido

Chi ha figli/e con meno di tre anni può presentare domanda all’Inps per ottenere un contributo al pagamento della retta dell’asilo nido (pubblico o privato). Possono richiederlo le famiglie con figli/e:

  • con meno di tre anni;
  • che frequentano un asilo nido pubblico o un asilo privato autorizzato (contributo asilo nido);
  • che non possono frequentare il nido perché soffrono di gravi patologie croniche certificate (contributo per supporto presso la propria abitazione).

L’importo varia a seconda del valore dell’Isee per prestazioni ai minorenni e della data di nascita del bambino o della bambina: l’assegno massimo è di 3.600 euro annui. Nel calcolo dell’Isee, si legge sul sito dell’Inps, non viene tenuto contro degli importi erogati per l’Assegno unico. A chi non presenta l’Isee il contributo viene erogato con l’importo minimo.

Sono disponibili anche i bonus asilo nido
Sono disponibili anche i bonus asilo nido

Nel calcolo, si è detto, viene considerata anche la data di nascita del bambino o della bambina. Per i nati dal 1° gennaio 2024 in poi gli importi sono:

  • Con Isee minorenni minori o uguali a 40mila euro: 3.600 euro all’anno, in dieci rate da 327,27 euro e una da 327,30 euro.
  • Con Isee minorenni non presente, difforme, discordante, non calcolabile o superiore alla soglia di 40mila euro: 1.500 euro annui, in dieci rate da 136,37 euro e una da 136,30 euro.

Per i nati prima del 1° gennaio 2024:

  • Con Isee minorenni fino a 25.000,99 euro: 3.000 euro, in dieci rate da 272,73 euro e una da 272,70 euro;
  • Con Isee minorenni da 25.001 a 40.000 euro: 2.500 euro, in dieci rate da 227,27 euro e una da 227,30 euro;
  • Con Isee minorenni non presente, difforme, discordante, non calcolabile o superiore alla soglia di 40.000 euro: 1.500 euro, in dieci rate da 136,37 euro e una da 136,30 euro).

Il bonus asilo nido è erogato ogni mese per un massimo di undici mensilità per anno solare. L’importo non può essere maggiore valore della retta e non è cumulabile con le detrazioni fiscali per la frequenza asili nido. Diverso discorso per il «contributo per supporto presso la propria abitazione», che riguarda le famiglie con figli con gravi patologie croniche certificate: in questo caso l’assegno è erogato in un’unica soluzione e, se presente, viene preso in considerazione anche il valore dell’Isee minorenni valido alla data di protocollazione della domanda.

Il servizio per richiedere il bonus asilo nido non è ancora disponibile: quando l’Inps lo comunicherà, la domanda potrà essere presentata sul sito dell’Inps o rivolgendosi ai patronati. Le domande presentate valgono fino ad agosto dell’anno di compimento dei tre anni del figlio e dovranno essere aggiornate ogni anno solare inserendo le mensilità richieste. Chi ha più di uno figlio deve presentare una domanda per ognuno.

Bonus mamme lavoratrici

L’ultima legge di Bilancio ha aumentato l’assegno del cosiddetto «bonus mamme lavoratrici» a 60 euro mensili (da 40 che erano nel 2025) per ogni mese in cui si è lavorato nel corso del 2026. L’importo viene erogato a dicembre in un’unica soluzione e può raggiungere quindi la cifra massima di 720 euro complessivi. Non è ancora possibile presentare domanda: occorre aspettare che l’Inps apra la procedura telematica apposita.

Possono fare domanda:

  • Le lavoratrici dipendenti (ma non le lavoratrici domestiche);
  • Le lavoratrici autonome iscritte alla Gestione separata;
  • Le lavoratrici parasubordinate iscritte alla Gestione Separata;
  • Le lavoratrici con reddito annuo fino a 40mila euro;
  • Le madri con almeno due figli: ma attenzione, il più piccolo deve avere 10 anni;
  • Le madri – con contratto autonomo o a termine – che abbiano almeno 3 figli, ma con il più piccolo fino a 18 anni di età.

Detrazione spese scolastiche

Nel 2026 ancora disponibili i bonus per le spese scolastiche
Nel 2026 ancora disponibili i bonus per le spese scolastiche

Per alcune spese scolastiche è possibile usufruire di una detrazione del 19% su un massimo di 1.000 euro di spesa per ciascun figlio. C’è un limite al recupero massimo a cui si può accedere: 190 euro. Le spese valide sono quelle per:

  • mensa
  • gite
  • contributi scolastici
  • assicurazione.

Bonus nuovi nati

Un altro bonus che resterà valido anche per il 2026 è quello il cosiddetto “bonus nuovi nati”, introdotto dal 2025. Possono beneficiarne i nuclei familiari con un Isee fino a 40mila euro: l’importo è di 1.000 euro una tantum per ogni nascita, adozione o figlio/a in preadozione dal 1°gennaio 2025.

È fondamentale, per poterlo ottenere, che la domanda venga presentata entro 120 giorni dalla data di nascita del minore o del suo ingresso in famiglia.

La domanda può essere presentata sul sito nella pagina dedicata sul sito dell’Inps o rivolgendosi ai patronati.

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

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