Come è messo il settore macchine utensili a Brescia

Nel triennio le vendite hanno spesso toccato i record, ma ora gli ordini registrano una frenata anche nelle aziende bresciane (qui facciamo il punto sulle più rappresentative)
Il settore macchine utensili a Brescia è strategico
Il settore macchine utensili a Brescia è strategico
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L’industria delle macchine utensili ha chiuso il triennio 2021-2023 ai massimi, riportando un significativo aumento delle esportazioni e mostrando una importante evoluzione tecnologica dei propri prodotti. «Il primo semestre di quest’anno, invece, segna il passo» ammettono da Ucimu-Sistemi per produrre: in effetti, gli ordini hanno mediamente registrato un calo del 18% rispetto allo stesso periodo del 2023. «A determinare questo risultato poco brillante – aggiungono dall’associazione di categoria affiliata a Confindustria – sono soprattutto le condizioni generali di instabilità in Italia e nel mondo».

Per il futuro del comparto risulta pertanto determinante l’efficacia del Piano Transizione 5.0, con cui il governo ha messo a disposizione (in tempi molto stretti, come ha lamentato anche il presidente di Confindustria Brescia Franco Gussalli Beretta) circa 13 miliardi di euro di incentivi volti appunto a migliorare i processi produttivi sia dal punto di vista digitale sia da quello energetico, senza trascurare l’aspetto della formazione.

«È chiaro che chi vuole investire stia aspettando di capire come poter accedere agli incentivi e quindi per ora non sta programmando gli investimenti», lamentava già a fine marzo il presidente della Btb Transfer, Mansueto Bonomi, in concomitanza con l’approvazione dell’ultimo bilancio della sua società. Un rendiconto, quello del 2023, che peraltro segna il record dei ricavi per l’azienda di Bovezzo (140 addetti), passati da 39,8 a 43,69 milioni, e una crescita dell’utile, da 1,6 a 1,9 milioni.

In via generale, comunque, i rappresentanti di vertice delle dieci realtà bresciane selezionate (tutte attive nel settore delle macchine utensili e transfer), confermano la fase di stallo del mercato nazionale, condizionata anche «da una politica industriale poco trasparente».

La Bmb di Brescia
La Bmb di Brescia

«È evidente che il mezzamento dell’aliquota per il credito di imposta 4.0 per gli acquisti di nuovi macchinari, sceso nel 2023 al 20%, ha avuto impatto sulle nostre vendite ed è altrettanto evidente che in questi ultimi mesi dell’anno i clienti abbiano rallentato i loro investimenti in attesa di conoscere quali saranno i provvedimenti a disposizione nel 2024», scrive a tal proposito nella Relazione sulla gestione il presidente della Bmb, Egidio Bugatti. «Si è in attesa poi di comprendere come potranno essere utilizzate le risorse destinate al PIano Transizione 5.0», non tralascia l’imprenditore, che già nel 2023 ha riportato un calo dei volumi (da 123,4 a 109,9 milioni) e del risultato netto (da 3,8 a 1,3 milioni). La Bmb (220 dipendenti), tuttavia, non è rimasta con le mani in mano: la realtà cittadina vanta un valore dell’export che vale circa il 70% del fatturato e nel 2023, con l’intento di rafforzare la sua presenza all’estero, ha costituito la Bmb Usa negli Stati Uniti.

«La prospettiva per il 2024 rimane positiva, ma di nuovo in questi primi mesi dell’anno il nostro mercato risulta estremamente riflessivo ed attendista, in particolare per la clientela nazionale che deve affrontare le incertezze di una evoluzione normativa sugli incentivi agli investimenti che sul fronte legislativo resta incomprensibilmente indefinita e molto condizionante in negativo», ammette Renato Gnutti della Gnutti Transfer.

Uno scorcio del reparto produttivo di Gnutti Transfer
Uno scorcio del reparto produttivo di Gnutti Transfer

L’azienda di Ospitaletto (215 dipendenti) riporta una leggera flessione delle vendite (da 58,7 a 55,9 milioni), ma contestualmente è stata capace di migliorare i margini di redditività (l’utile 2023 sale a 6,3 milioni, contro i 3,8 milioni dei dodici mesi precedenti). Per di più, in via precauzionale, vantando una virtuosa condizione patrimoniale e finanziaria, la Gnutti Transfer ha accantonato in via precauzionale 2,5 milioni di euro «a copertura del rischio del ciclo economico internazionale», inevitabilmente influenzato dai preoccupanti conflitti in Ucraina e Medio Oriente.

«I primi mesi del 2024 hanno visto un rallentamento degli ordinativi, rispetto a quanto registrato nel corrispondente periodo del 2023 - concorda Edoardo Buffoli, a capo della Buffoli Transfer insieme al fratello Francesco -. Tuttavia, l’azienda gode tuttora di un carico arretrato importante di commesse da evadere e prevede pertanto di poter chiudere il bilancio 2024 con dati assimilabili a quelli del 2023». La società di via Stretta (76 dipendenti) ha chiuso l’ultimo bilancio con un incremento dei ricavi, da 26,1 a 31,4 milioni. Inoltre, come ricordava a fine maggio lo stesso presidente Buffoli: «Nel 2024, la nostra azienda parteciperà a numerose e importanti fiere in Europa, America e Asia e rinforzerà l’area commerciale per compensare il calo fisiologico della domanda italiana. Anche a fronte del mancato effetto positivo del Piano 5.0 che ha creato aspettative che, ad oggi, sono state disattese». Non va nemmeno dimenticato il fatto che sempre nel 2023, in linea con la strategia industriale appena descritta dall’imprenditore, la Buffoli Transfer ha sostenuto un significativo pacchetto di investimenti che ha riguardato il suo quartier generale e un’espansione per linee esterne.

L'azienda Innse-Berardi
L'azienda Innse-Berardi

«Nel corso dell’esercizio 2023 lo scenario economico globale si è indebolito – segnala Lodovico Camozzi per la Innse-Berardi –: in Europa per gli impatti negativi dell’inflazione elevata e della stretta monetaria, nei paesi emergenti a causa del’inefficacia del ruolo di driver rappresentato dell’economia cinese, che sta stentando più dell’atteso». L’azienda cittadina (134 lavoratori), che da fine 2023 ha trasferito la sede legale a Milano, nel 2023 ha realizzato vendite per 42,4 milioni, in salita rispetto all’esercizio precedente, guarda così allo sbocco su nuovi mercati. «Siamo orientati a un ulteriore rafforzamento dell’integrazione con le società controllate - non nasconde l’imprenditore - con l’obiettivo di acquisire nuovi mercati, ponendo particolare attenzione ai mercati emergenti».

Un «ridimensionamento» del mercato è evidenziato anche nelle relazioni al bilancio della Maicopresse di Borgosatollo (75 dipendenti), della Camas di Rovato (59 addetti) e della Op di Brescia (52 lavoratori). «Nonostante le attuali condizioni socio economiche di incertezza - riconosce il presidente di quest’ultima società, Daniele Piantoni -, la nostra azienda detiene un portafoglio ordini secondo le aspettative e in linea con il budget e in equilibrio rispetto alla struttura dei costi». La Op, già ne 2023 ha registrato una crescita del fatturato da 14,6 a 15,8 milioni.

Anche in Maicopresse, che già nel 2023 è stata protagonista di un’importante balzo delle vendite (da 25,6 a 31,5 milioni), si aspettano una ripresa degli ordini in seguito all’approvazione dei decreti attuativi del Piano 5.0; tant’è che lo scorso esercizio sono stati fatti altri investimenti per «tenere alto il livello di efficienza» e, svelano Marco Spotti e Fabio Busi: «La attuale consistenza del portafoglio ordini è considerata soddisfacente dal Cda». Parole a cui hanno fatto eco quelle di Eugenio Borretti della Camas di Rovato: «Il dato dell’export salirà ancora - ammette l’imprenditore - attestandosi al 53,6%, nonostante il raffreddamento generale del mercato».

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

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