Economia

In Valsabbia è nata Ceraval-Cer, 34esima Comunità energetica italiana

Tra i cinque fondatori anche quattro aziende del territorio. Alla guida c’è Stefano Borra, privato cittadino di Idro
Ubaldo Vallini
Da sinistra il notaio Giovanni Posio, Oliver Frank, Luisa Facchetti, Danilo Frapporti, Roberto Facchi e Stefano Borra
Da sinistra il notaio Giovanni Posio, Oliver Frank, Luisa Facchetti, Danilo Frapporti, Roberto Facchi e Stefano Borra

Parla valsabbino la 34esima Comunità Energetica Rinnovabile nata in Italia. Ha preso il nome di «Ceraval-Cer» ed è stata sottoscritta nei giorni scorsi a Vestone davanti al notaio Giovanni Posio. I primi firmatari sono gli imprenditori Danilo Frapporti per Pressofusioni Zambelli di Lavenone, Luisa Facchetti per Omsaf che ha lo stabilimento a Casto, Roberto Facchi per Rapid Plastic di Lavenone, Oliver Frank per Crv di Idro. Accanto a loro anche il privato cittadino Stefano Borra anche lui di Idro che svolgerà il ruolo di presidente del sodalizio.

La governance

Alla presidenza della Cer valsabbina ci sarà Borra, che sarà amministrato da un Consiglio direttivo composto da tre membri: oltre a Borra, delegato a compiere tutte le formalità necessarie per dare il via operativo all’associazione, ci sono Danilo Frapporti nel ruolo di vicepresidente e Luisa Facchetti in quello di segretario.

Gli obiettivi

La Cer valsabbina - con sede legale negli uffici al civico 46 di via Flero a Brescia - è aperta a tutti quei soggetti, pubblici o privati, che intendono perseguire gli stessi scopi sociali. Primo fra tutti la condivisione degli impianti di produzione energetica, fattore questo che permetterà ai soci di beneficiare degli incentivi previsti dalla normativa vigente in materia di autoconsumo e delle risorse del Pnrr, oltre che ogni altra fonte di risorsa finanziaria.

Un iter complesso, quello che ha permesso ai valsabbini di raggiungere questo obiettivo, che pur avendo iniziato da tempo gli enti pubblici non sono ancora riusciti a completare.

Ceraval-Cer avrà la possibilità non solo di mettere in rete gli impianti, ma anche di installarne di propri. Allo studio anche l’installazione di una prima stazione di ricarica per biciclette. Ceraval sta per Comunità energetica Alta Valle, essendo la condivisione di energia possibile solo all’interno di un limitato perimetri geografico, servito da uno stesso punto di distribuzione di energia elettrica. Nulla vieta ai promotori di Ceraval-Cer di avviare altre Comunità sul territorio valsabbino. Sarebbero già molti gli imprenditori, soprattutto quelli le cui aziende sono già dotate di impianti fotovoltaici, ad osservare con interesse questa prima proposta.

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

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