Economia

Cassa integrazione, anche a Brescia aumenta la domanda di ore

Angela Dessì
Cresce l’incertezza e le aziende si tutelano. Ma nel 2024 l’utilizzo effettivo della Cig è diminuito rispetto agli anni precedenti
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Cassa integrazione: sale la richiesta, scende l'utilizzo
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Cassa integrazione in crescita nel 2024, in Italia come nel Bresciano. A tracciare il quadro sono ancora una volta i dati pubblicati dall’Osservatorio statistico dell’Inps, che mostrano come nello scorso esercizio l’ente abbia autorizzato complessivamente oltre 507 milioni di ore di cassa integrazione alle aziende, con un aumento del 20% sul 2023: a dicembre le ore autorizzate sono state 41,35 milioni, in salita addirittura del 41,9% su dicembre 2023.

Nel Bresciano

Non molto dissimile lo scenario locale. In provincia di Brescia nel 2024 le ore di Cig complessivamente autorizzate sono state 19,75 milioni contro i 18,25 dell’esercizio precedente, circa un 11% in più. Anche nel nostro territorio l’impennata ha caratterizzato principalmente gli ultimi mesi dell’anno, in particolare l’ultimo mese del 2024, che ha letteralmente raddoppiato il numero delle ore di cassa prenotate, passate dalle nemmeno 800mila del dicembre 2023 agli oltre 2,1 milioni del dicembre 2024.

Novembre, peraltro, nel Bresciano è stato il mese «record» dello scorso anno, con oltre 2,4 milioni di ore di Cig autorizzate. Delle complessive 19.750.829 ore concesse nel Bresciano, ben 14.925.177 sono di cassa ordinaria, mentre quelle di cig straordinaria non superano le 4.825.652.

Le preoccupazioni

Certo il quadro che ne esce resta a luci ed ombre, e prelude ad un 2025 ancora improntato all’incertezza. «Questi dati sono la rappresentazione plastica delle preoccupazioni che da tempo esprimiamo come Cisl», sintetizza il segretario generale della territoriale di via Altipiano D’Asiago, Alberto Pluda, per il quale le incertezze internazionali, unite ai precari equilibri degli approvvigionamenti ed alla poca chiarezza della politica Ue, incidono in modo evidente sugli ordini delle aziende e quindi sulla produttività, a maggior ragione per un territorio come il nostro, legato a doppio filo con la Germania.

L’inizio dell’anno

«Sapevamo già da settembre che il trend fosse in crescita», gli fa eco il segretario generale Uil, Mario Bailo, per il quale il vero tema è adesso cosa succederà nei primi 4 mesi di quest’anno, perché alcune aziende non sono ripartite o sono ripartite con grande ritardo rispetto alla pausa natalizia, proprio per carenza di lavoro. «Di situazioni allarmanti, a parte quelle già note, al momento non ce ne sono – ammette –, ma se non ci sarà una buona dose di chiarezza nello scacchiere internazionale e soprattutto sulle politiche messe in atto dall’Ue, temiamo che la flessione continuerà».

I metalmeccanici

Sulla medesima lunghezza Antonio Ghirardi, alla guida dei metalmeccanici Cgil. «L’aumento individuato in tutte le categorie rispecchia in pieno anche quanto verificatosi nel metalmeccanico con l’impennata registrata nel mese di dicembre – tira corto –: nel 2024 abbiamo avuto 260 aziende, per oltre 15mila lavoratori, che hanno fatto richiesta di cassa, contro le 217, per 10mila lavoratori, del dicembre 2023. Se la crescita della Cig negli ultimi mesi dell’anno può essere considerata normale, non possiamo non vedere che quest’anno è stata un po’ più intensa, proprio per timore collegato ai minori ordini nel cassetto e in previsione».

Crisi trasversale

«Fanno riflettere anche i dati relativi ai fondi di solidarietà bilaterale degli artigiani (Fsba), perché molte piccole e medie imprese hanno già esaurito le 26 settimane a disposizione, cosa che conferma le ricadute che la crisi anche sull’indotto» prosegue il leader Fiom, che aggiunge: «In questo momento è troppo presto per fare analisi specifiche, anche perché la crisi è abbastanza trasversale e abbraccia diversi settori, dall’automotive alla siderurgia agli elettrodomestici: quello che non possiamo non constatare, però, è che il nostro declino industriale non dia segnali di inversione di tendenza».

L’effettivo utilizzo

«I dati Inps sulla cassa integrazione rilevano una capacità notevole del nostro sistema produttivo dinanzi alle difficoltà che riguardano soprattutto determinati settori. A fronte del totale delle ore autorizzate Cig, a oggi, il totale fruito si ferma al 24,6%, una percentuale inferiore sia rispetto al 2023 che al 2022. Questo dimostra da una parte i segni di criticità ma anche i punti di forza e di resilienza delle nostre imprese». Lo ha scritto in una nota il Ministro del Lavoro e delle politiche sociali, Marina Calderone, commentando i dati diffusi ieri dall’Inps sull’andamento della cassa integrazione a dicembre.

Nel complesso, nel 2024, sono state autorizzate oltre 507 milioni di ore, a fronte di un effettivo utilizzo che, da gennaio a ottobre 2024, è stato di 103,4 milioni di ore, pari al 24,6% del totale autorizzato nel periodo gennaio-ottobre 2024 (420,3 milioni di ore). Il dato, segnala l’Inps, è in calo sia rispetto al 28,2% riscontrato nello stesso periodo nel 2022, sia rispetto al 25,4% del 2023.

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