Economia

Caro energia, appello dell’industria: «A rischio intere filiere produttive»

Gussalli Beretta: «L’Italia adotti un suo price cap». Bregant (Federacciai): «Il nodo è Amsterdam»
Roberto Ragazzi

Roberto Ragazzi

Giornalista

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CARO ENERGIA, ORMAI E' ALLARME

A fine 2021, quando gli imprenditori bresciani lanciarono l’allarme sul «caro energia», il costo del gas viaggiava intorno alla cifra record dei 100 euro al megawattora. Nessuno avrebbe immaginato che pochi mesi dopo, sul protetto quanto enigmatico «listino» di Amsterdam, la quotazione avrebbe sfondato i 340 euro al megawattora. Impossibile predire quanto durerà, ma una cosa è certa: il prezzo fuori controllo dell’energia mette a rischio intere filiere produttive bresciane.

«La crisi di queste settimane è solo la goccia che fa traboccare il vaso». È tranchant il presidente di Confindustria Brescia, Franco Gussalli Beretta: «Famiglie e imprese stanno pagando a caro prezzo l’assenza di politiche energetiche e industriali». Colpa della politica italiana o europea? «Nessuno è esente da colpe. La politica italiana deve farsi carico della situazione di un Paese fortemente manifatturiero. In Europa ci sono equilibri, esigenze e prospettive diverse da considerare, ma dobbiamo comunque imparare a farci sentire di più».

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

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