Beretta avvia la produzione di armi senza utilizzo di cromo esavalente
Il progetto Cromozero di Fabbrica d’Armi Pietro Beretta inizia a farsi realtà e si presenta ufficialmente anche ai dipendenti nella suggestiva cornice di Fabbrica del Futuro. Un’occasione, a maggior ragione nell’anno di Brescia Bergamo Capitale della Cultura, per mostrare il valore della sinergia e della capacità di fare rete nel nome del bene ambientale e delle persone.
«Il tema della transizione green è sempre stato fondamentale per Beretta, ma il progetto Cromozero è sicuramente il più ambizioso, per noi e per tutta l’industria armiera», esordisce il presidente della spa di Gardone Val Trompia e leader di Confindustria Brescia, Franco Gussalli Beretta, che snocciola alcuni dati. Il processo di «liberazione» dal famigerato cromo esavalente (tramite la deposizione chimica da vapore di un rivestimento, chiamato Diamond-Like Carbon, DLC, che sfrutta proprietà chimiche del carbonio quali la durezza del diamante e la facilità di scorrimento della grafite) permetterà infatti all’azienda sia di eliminare i metalli pesanti nocivi come il cromo dalle acque industriali reflue (oggi trattate per 115 tonnellate/anno) sia di risparmiare più di 22.000 m3 di acqua, 60.000 kWh di potenza e 354 tonnellate di CO2 emesse. Mica paglia. Anzi.
Il progetto
Se poi si considera che in soli due anni - complici il finanziamento nell’ambito del programma Life dell’UE (è previsto un contributo comunitario a copertura del 60% dei costi) e la collaborazione con il Csmt come partner istituzionale e Duralar Italia come collaboratore tecnico – Cromozero è passato dalle parole ai fatti, il quadro è ancora più interessante. Dal 2021 ad oggi, infatti, la Fabbrica d’Armi non solo ha trovato l’alternativa green per rivestire l’interno delle canne, ma ha anche avviato in Duralan la produzione di una prima canna rivestita in DLC atta alla validazione a fuoco, e poi avviato la scalabilità industriale con un impianto a 5 canne. Versione “micro” – spiega il direttore tecnico di Duralar Italia, Marco Simoncelli - di quello a 30 canne che verrà installato (non prima del 2024) presso la stessa Fabbrica d’Armi.
«Quello che ho trovato entusiasmante a Brescia è la capacità dell’imprenditoria di affrontare e risolvere i problemi, e con il progetto Cromozero Beretta ha dimostrato di essere leader non solo nella produzione di armi ma anche nella tutela ambientale e della salute pubblica», commenta il neo direttore generale di Arpa Lombardia, Fabio Cambielli, che aggiunge: «Oggi tutte le aree interessate dal problema del cromo sono state messe in sicurezza e danno ottimi risultati dal punto di vista ambientale».
Il bando Life
Del resto, come fa notare Riccardo Trichilo, ad di Csmt, l’azienda valtrumplina «è anche l’unica realtà armiera finanziata dal bando Life, a testimonianza del valore di quello che sta facendo».
«I valori di responsabilità ambientale e sociale, nonché di prosperità economica per la comunità, hanno dato il via a investimenti importanti per raggiungere gli obiettivi pubblicati nell’Agenda 2030 ed essere qui oggi a parlare di Cromozero innanzi alle autorità ed ai nostri dipendenti è un grande orgoglio», conclude l’ad e dg di Beretta, Carlo Ferlito, mentre il presidente della Provincia Emanuele Moraschini ed il sindaco di Gardone Vt Pierangelo Lancellotti appaiono concordi: il gruppo Beretta ha saputo trasformare un problema in una opportunità.
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