Anticipo Pac, a Brescia stanziati 26 milioni per 5.006 aziende agricole

Avvicinandosi la fine dell’anno solare è tempo di bilanci per il settore agricolo. Lo spunto arriva anche dall’Assessorato Agricoltura, Sovranità Alimentare e Foreste della Regione Lombardia che ha comunicato il pagamento dell’anticipo Pac 2025.
A Brescia sono andati 26 milioni per 5.006 aziende agricole per la Domanda Unica, ovvero l’atto amministrativo attraverso il quale gli agricoltori possono richiedere il pagamento degli aiuti diretti finanziati nell’ambito del Fondo Feaga, Fondo Europeo Agricolo di Garanzia. Scopo principale del fondo è di sostenere il reddito degli agricoltori e finanziare misure di mercato per stabilizzare i mercati agricoli: è gestito a livello nazionale attraverso gli organismi pagatori – quindi ad esempio la Lombardia – e include, ad esempio, i pagamenti diretti e le misure per il sostegno ai redditi, ai giovani agricoltori e settori in difficoltà.
Obiettivi
«L’erogazione dell’anticipo Pac – ha dichiarato l’assessore regionale Alessandro Beduschi – è un appuntamento decisivo per la stabilità del comparto, perché consente alle aziende di programmare investimenti e attività. Anche quest’anno l’Organismo Pagatore Regionale ha garantito un lavoro puntuale ed efficiente, assicurando ai beneficiari risposte rapide e affidabili».
Brescia è la seconda provincia lombarda con maggiore quota di contributi, seguita dalla provincia di Pavia (37,3 milioni); quindi Mantova 25,8 milioni e Cremona 21,8 milioni. Più nello specifico gli interventi attivati e richiedibili dall’agricoltore nella domanda unica sono: il sostegno di base al reddito per la sostenibilità; il sostegno ridistributivo complementare al reddito per la sostenibilità; il sostegno complementare al reddito per i giovani agricoltori; i regimi per il clima, l’ambiente e il benessere degli animali, articolati nei cinque ecoschemi; il sostegno accoppiato al reddito, articolato nei seguenti settori: latte; carni bovine; carni ovine e caprine; frumento duro; semi oleosi: colza e girasole; riso; barbabietola da zucchero; pomodoro; olio d’oliva; colture proteiche comprese le leguminose.
Da rimarcare che per ottenere il completo pagamento degli aiuti diretti alle aziende agricole, è condizione necessaria rispettare le regole previste dalla condizionalità.
Gli altri contributi
In tema di Ecoschemi – in particolare il numero 1 – è utile ricordare che, in strettissima sintesi, significa che il pagamento viene concesso all’agricoltore che aderisce a misure finalizzate ad un percorso di benessere animale, nello specifico ai comparti dei bovini da latte ed ai suini. Alla Domanda Unica – sempre per l’anno solare – sono da evidenziare le graduatorie, ufficializzate recentemente relative allo Sviluppo Rurale cioè la politica pubblica volta a promuovere la crescita socio-economica delle aree rurali, supportando agricoltura, foreste e attività non agricole, con l’obiettivo di renderle più competitive, sostenibili e vitali.
Si implementa principalmente attraverso i Piani di Sviluppo Rurale (Psr), finanziati da fondi europei, nazionali e regionali, tramite bandi specifici. Fra le ultime misure finanziate ci sono la SRB01 e la Sra. Il primo (SRB01) riguarda il sostegno alle zone con svantaggi naturali di montagna, prevista dal Piano Strategico della Pac 2023-2027. A Brescia sono state finanziate 1.046 aziende per un totale di 4.098.462 euro. Il contributo, erogato sotto forma di indennità annuale per ettaro, è destinato alle imprese zootecniche, viticole e frutticole situate nei Comuni classificati come montani svantaggiati. Poi c’è Sra che premia modelli produttivi a basso impatto.
Il bando ha sostenuto dieci linee d’intervento. In provincia sono stati assegnati 4.814.000 euro che sono andati a 578 aziende. Nell’ambito della Sra le risorse alle aziende agricole sono andate, fra le varie voci, a quanti utilizzano tecniche di lavorazione ridotta dei suoli o crover crops, o alla gestione dei prati e pascoli permanenti nonché alla riduzione nell’impiego di fitofarmaci od ancora alla produzione integrata. Parte significativa delle risorse ha riguardato anche il comparto della biodiversità animale, sostenendo allevatori che mantengono razze locali a rischio di erosione genetica. In questa logica si inseriva infatti la dichiarazione di Beduschi: «Il mondo agricolo lombardo ancora una volta dimostra di saper guidare il cambiamento. Grazie a questi investimenti premiamo chi introduce buone pratiche e compie scelte che fanno bene al territorio, all’ambiente e alle nuove generazioni. La sostenibilità non è uno slogan: è un percorso che stiamo costruendo insieme agli agricoltori, giorno dopo giorno».
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