Economia

«Per combattere i dazi di Trump serve rafforzare il mercato unico Ue»

L’ambasciatore del Lussemburgo in Italia Christophe Schiltz ha accompagnato 25 aziende lussemburghesi al «Business Forum» organizzato alla Camera di Commercio di Brescia. Obiettivo: aumentare le relazioni economiche con la nostra provincia
Roberto Ragazzi

Roberto Ragazzi

Giornalista

Brescia è la quinta provincia italiana per ricchezza generata, con oltre 20 miliardi di export
Brescia è la quinta provincia italiana per ricchezza generata, con oltre 20 miliardi di export

La nuova geografia dell’economia europea passa da Brescia. Mentre gli Stati Uniti ridisegnano le proprie politiche commerciali, la Cina consolida il proprio peso industriale e l’India si propone come nuova potenza manifatturiera, l’Europa si trova stretta tra rallentamento produttivo e perdita di competitività.

In questo scenario, la manifattura bresciana – quinta provincia italiana per ricchezza generata, con oltre 20 miliardi di export e 117 mila imprese registrate – cerca nuovi mercati di sbocco. È in questo contesto che si inserisce il «Business forum» organizzato ieri da Camera di Commercio di Brescia, Pro Brixia e dalla Camera di Commercio Italo Lussemburghese. Un’occasione di «matching BtoB» che ha ospitato 25 aziende lussemburghesi ed un folto gruppo di imprese del nostro territorio, «per costruire – ha spiegato l’ambasciatore del Lussemburgo in Italia, Christophe Schiltz – un asse industriale tra due economie complementari», dal digitale all’automotive, dall’aerospazio alla logistica avanzata».

Christophe Schiltz, ambasciatore del Lussemburgo in Italia
Christophe Schiltz, ambasciatore del Lussemburgo in Italia

Quale sono gli obiettivi della missione?

«Prima di tutto rafforzare i legami tra i nostri due Paesi e in particolare tra Lussemburgo e Brescia, tra le aree economiche più forti della Lombardia. I nostri legami con la vostra provincia sono già forti; molti nostri imprenditori operano in questo mercato da tempo. Ma credo in questa fase geopolitica sia diventato essenziale rafforzare la collaborazione».

Secondo lei l’Europa sta proteggendo abbastanza le sue imprese?

«Credo di sì. L’Unione Europea resta un progetto fondamentale per le imprese e per i cittadini europei. Non solo per garantire pace e stabilità, ma anche per rafforzare la competitività economica del continente. Se osserviamo le relazioni economiche tra Paesi come Germania, Italia, Francia e Lussemburgo, vediamo che i legami non sono mai stati così stretti nella storia europea. Ed è il risultato diretto del mercato unico».

I dazi e la nuova guerra commerciale avviata dagli Stati Uniti possono favorire nuove partnership intra-europee?

«Senza dubbio. Il mercato unico rappresenta una grande opportunità e oggi più che mai dobbiamo lavorare per rafforzarlo. Il Lussemburgo può essere un hub interessante per le imprese bresciane, anche come piattaforma di accesso ai mercati dei Paesi vicini».

In quali settori vede le maggiori complementarità tra il sistema produttivo bresciano e quello lussemburghese?

«Conosciamo bene il valore della manifattura bresciana. Le opportunità più interessanti riguardano i settori dove esistono già sinergie consolidate: digitalizzazione, innovazione tecnologica, automotive, logistica e servizi avanzati collegati all’industria».

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

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