Economia

Alle aziende bresciane servono immigrati: lo dice Confindustria

Roberto Zini di Confindustria durante la presentazione del rendiconto Inps a Brescia ha detto che «nei prossimi 10 anni mancheranno oltre 60mila lavoratori» e che bisogna iniziare a pagare di più i dipendenti
Roberto Zini di Confindustria e Gabriele Fava di Inps - Foto Marco Ortogni/Neg © www.giornaledibrescia.it
Roberto Zini di Confindustria e Gabriele Fava di Inps - Foto Marco Ortogni/Neg © www.giornaledibrescia.it

Se è vero che il posto fisso va scomparendo dai radar, lo è altrettanto che i cambiamenti nel mondo del lavoro non sono pochi. E riguardano anche il modo di approcciarsi alla ricerca dell’occupazione. Lo ha spiegato ieri mattina Roberto Zini, vice presidente relazioni industriali e welfare di Confindustria Brescia.

Le richieste dei giovani

«I giovani hanno le idee molto chiare in merito al posto di lavoro e all’azienda nella quale vogliono essere assunti – ha sottolineato –, chiedono che le attività imprenditoriali abbiano finalità che vanno oltre il mero profitto, che ci sia un senso più alto in quello che si fa;chiedono che ci sia una predisposizione e una capacità a lavorare in squadra; infine ritengono fondamentale che ci sia un conciliazione tra l’attività lavorativa e la vita privata, su questo non transigono».

Non solo, «ora alla fine del colloquio sono i candidati che ci dicono: le farò sapere» ha detto Zini.

Il personale qualificato

C’è poi il grande tema della fatica per le aziende nel trovare personale qualificato, e non solo, «nei prossimi dieci anni mancheranno all’appello circa 60mila lavoratori». Già oggi peraltro è fondamentale l’apporto degli stranieri, di più: «Senza lavoratori stranieri le aziende bresciane chiuderebbero» ha sottolineato Zini per togliere ogni dubbio.

Ancora una volta i numeri certificano quanto appena detto, nel 2023 le assunzioni totali sono state 174.114, gli italiani sono stati 105.646, gli stranieri 68.468; i dati aggiornati a giugno di quest’anno segnano un ulteriore avvicinamento: il totale parziale registra 91.926 assunzioni, gli italiani sono 53.738, gli stranieri 38.188. Siamo passati da un rapporto, nel 2014, che era 64,4% italiani e 35,6% stranieri, a quello di quest’anno che è 58,5% contro 41,5%. Un divario destinato a ridursi sempre più.

Perché non si trovano dipendenti

In merito alla difficoltà a trovare personale, Zini non si è certo sottratto alla critica più diffusa: le paghe sono troppo basse.

«Brescia viaggia a due velocità – ha spiegato –, ci sono aziende che tutelano (e pagano il giusto) i propri dipendenti, e poi c’è il lavoro precario dove le cose sono più complicate. Indubbiamente se vogliamo tenere i nostri giovani più preparati, ed evitare che se ne vadano definitivamente all’estero, dobbiamo iniziare a pagarli di più».

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

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