«L’AI va compresa»: voci dall’istituto Giovanni Paolo II

Tra le scuole che partecipano alla settima edizione di Da Vinci 4.0 c’è l’istituto partitrio di Brescia: parlano studenti e professori
Guido Gallico, professore, e Stefano Gelmini, studente - Foto New Reporter Favretto © www.giornaledibrescia.it
Guido Gallico, professore, e Stefano Gelmini, studente - Foto New Reporter Favretto © www.giornaledibrescia.it
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Tra le classi coinvolte nel percorso Da Vinci 4.0, anche l’Istituto paritario Giovanni Paolo II di Brescia ha partecipato all’incontro dello scorso febbraio all’Auditorium Santa Giulia con le classi I e II A dell’indirizzo sociosanitario.

In merito alla mattinata, il professor Guido Gallico, accompagnatore del gruppo, ha raccontato ai nostri microfoni e a quelli di Teletutto: «L’incontro è stato molto interessante, specialmente la spiegazione su cosa sia davvero l’AI. Tutti noi utilizziamo l’Intelligenza artificiale, ma spesso senza sapere davvero cosa sia. La percepiamo come uno strumento che semplifica i problemi, ma manca ancora una consapevolezza più profonda». Un percorso, quello di Da Vinci 4,0 che, secondo il docente, lascia soprattutto un segno sul metodo: «Ai ragazzi resterà l’esperienza formativa e il lavoro che li accompagnerà fino all’hackathon. La volontà di mettersi in gioco, di collaborare tra loro e con noi, ma anche di prestare attenzione alle nuove tecnologie e a ciò che proveranno a costruire insieme».

Gli studenti

Anche tra gli studenti emerge un atteggiamento che unisce curiosità e prudenza. «L’Intelligenza artificiale è qualcosa che non conosciamo bene», spiega Stefano Gelmini, classe I A. «Può valorizzare quello che siamo e quello che facciamo in maniera positiva, ma va capita». Un rapporto ancora da costruire, quindi, anche nell’uso quotidiano: «Non la utilizzo molto per i compiti, perché ho sempre avuto l’impressione che potesse sostituirmi e non mi fidavo del risultato».

Proprio per questo, l’incontro ha rappresentato un primo avvicinamento concreto: «Per me era tutto nuovo, sono abbastanza estraneo a queste tecnologie. Ma è stato interessante perché chi ha parlato è riuscito a spiegare in modo chiaro, mettendo tutti nelle condizioni di capire» conclude Stefano. Un primo passo, dunque, dentro un percorso più ampio che, nei prossimi mesi, porterà gli studenti a trasformare queste prime intuizioni in idee e progetti da sviluppare insieme durante la giornata di hackathon del 13 maggio.

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

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