Il fumetto scala i piani alti, abbatte muri di pregiudizi, scardina la porta dell’Olimpo letterario, siede tra i grandi e diventa letteratura. Il prodigio l’ha compiuto Zerocalcare (pseudonimo di Michele Rech, disegnatore quarantenne di Arezzo) con il suo graphic novel «No Sleep Till Shengal» (Bao Publishing, 208 pagine, 23 euro), che ha vinto la XIX edizione del «Premio Terzani», assegnato a Udine nell’ambito dell’annuale festival «Vicino/Lontano». L’opera è un vero e proprio reportage del coraggioso viaggio compiuto dall’autore in Iraq all’interno della comunità ezida di Shengal, minacciata dalle tensioni internazionali e protetta dalle milizie curde; una situazione è volutamente dimenticata dalla geopolitica.
Abbiamo intervistato Zerocalcare, che ha da poco pubblicato anche «Dopo il botto» (Bao Publishing, 192 pagine, 23 euro), catalogo della grande mostra di Milano alla Fabbrica del Vapore. A giugno, poi, una sua nuova serie animata andrà in onda su Netflix.



