Cultura

Torna la «Stria», l'horror a fumetti sulla strega di Marmentino che ricorda «Stranger Things»

Esca una nuova edizione rivista dall’autore bresciano Gigi Simeoni: in libreria per Sergio Bonelli Editore
La nuova edizione formato gigante di «Stria» di Gigi Simeoni
La nuova edizione formato gigante di «Stria» di Gigi Simeoni
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Vaghezza, Marmentino, leggende popolari, maledizioni in latino, streghe... Una lettura ideale per i giorni di foliage autunnale a ridosso di Ognissanti, circondati dall’immaginario di Halloween: «Stria», romanzo horror a fumetti della matita bresciana Gigi Simeoni, torna in libreria proprio in questo periodo, in una nuova versione rivista, in formato gigante e con una postfazione di Gianmaria Contro per indagare il folklore popolare, esoterico e letterario attorno alla figura della strega.

La storia di tre ragazzini alle prese con reportage horror e con i primi innamoramenti - uno «Stranger Things» ante litteram in salsa bresciana - è stata ripubblicata da Sergio Bonelli Editore (25 euro) e a parlarcene è l’autore.

Copertina rigida, formato gigante: si può dire che «Stria» è diventato grande?

È cresciuto, anche se i ragazzini sono rimasti congelati nel tempo. In quarta di copertina si legge «nuova edizione completamente rivista dall’autore»: com’è intervenuto?

Il restyling ha riguardato l’aggiornamento della storia. Uscita nel 2011, era ambientata negli anni ’80. Ho quindi rimesso mano alle date, aggiornando la parte grafica che richiamava proprio gli anni ’80. Ora gli eventi si svolgono ai giorni nostri, quindi i flashback riguardano gli anni ‘90. Per un caso fortunato la trama regge ancora l’attualità, dato che la protagonista è un’assistente di volo: nel 2011 c’era stata la prima crisi delle compagnie aeree e ora assistiamo di nuovo agli scioperi del personale di bordo. Un dramma attuale, contemporaneo. E fa pensare: dal 2011 al 2022 non è cambiato molto, in Italia le cose faticano a risolversi.

Qui hanno grande importanza anche le illustrazioni dei paesaggi, anche valtrumplini: ce ne parla?

Ho scelto questa ambientazione quasi per serendipity, per un colpo del destino: dopo aver pubblicato il mio primo romanzo a fumetti, «Gli occhi e il buio», portai all’editore Bonelli il concept del secondo «La corsa del lupo». Mi dissero che avevano già un bellico in lavorazione. Ero in procinto di andare a Marmentino in vacanza e pensai che fosse inutile cercare ambientazioni lontane. Perché non scavare nel folklore locale omaggiando anche i thriller padani degli anni ‘70? Chiacchierai così con gli anziani del luogo, con i mandriani, con chi frequentava la biblioteca, e venni a conoscenza della leggenda della Stria, l’ultima strega di Marmentino che dimora sulla Corna che porta il suo nome. Non è autobiografico, ma la casa in cui i ragazzini trascorrono le vacanze è quella in cui passo le ferie da trent’anni. Alcune figure di contorno sono vere, la località è ritratta come nella realtà, ma poi ho combinato diverse storie del folklore. Anche la storia della Stria è piegata alla mia narrazione.

E i personaggi?

Nel 2011 le mie figlie avevano quell’età, quindi ho attinto da loro, dal loro atteggiamento, dal modo di parlare tra loro, e poi ho scavato nella memoria. Il vocabolario è genuino, doveva risuonare verosimile, limitato ma creativo. È qualcosa che noto anche quando leggo libri o guardo film: gli autori spesso si dimenticano che si tratta di ragazzi. Qui i ragazzini sono capaci di creare formule semantiche originali e particolari.

La storia ha interessato anche alcuni registi e produttori: si farà?

Non lo so! I Manetti Bros., prima di «Diabolik», si erano interessati e invaghiti dell’idea. Avevamo accarezzato il sogno di farne un film. Mi misero anche in contatto con un produttore di Milano, che si era innamorato di «Gli occhi e il buio» dimenticandosi di «Stria». La Bonelli, però, all’epoca non caldeggiava l’idea del cinema, e con le mie forze non sarei riuscito. Oggi, invece, ha addirittura creato la Bonelli Entertainment, con il Bonelli Cinematic Universe (che ha esordito proprio ieri con la prima di «Dampyr» al Lucca Comics, ndr). Allora, però, non era il momento giusto. «Stria» era avanti con i tempi, anticipava l’ondata di amarcord alla «Stranger Things». Ha avuto successo, è stata pubblicata all’estero, ma in Italia non c’è ancora comunicazione diretta tra cinema e fumetto.

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