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Cultura e spettacoli

Il festival Duende apre al Borsoni con «Sette morti» di Marina Abramović

Al via la rassegna il 7 e l’8 giugno con il film dell’artista serba, nell’edizione dedicata al tema tabù
Una scena del film Seven Deaths of Maria Callas
Una scena del film Seven Deaths of Maria Callas

Il tema è inedito per il teatro italiano. È la morte nell’era digitale, il tentativo di rimuovere l’unico vero tabù che ci è rimasto con la finta l’eternità “regalata” da Rete e social – in cui tutto, purtroppo, resta a imperitura memoria – e dall’intelligenza artificiale. La quarta edizione di Duende, Festival di arti performative e nuove tecnologie del Centro teatrale bresciano, curato da Nadia Busato, porta in scena, probabilmente per la prima volta in Italia, questa riflessione.

Con il titolo «Senza mai fine» la rassegna (che rientra nel progetto The Youth Club di Fondazione Cariplo) è in programma dal 7 al 14 giugno al Teatro Borsoni di via Milano 83, a Brescia. Una anticipazione di calendario rispetto alle edizioni precedenti, che – ha spiegato il direttore del Ctb, Gian Mario Bandera – evita la sovrapposizione con altri appuntamenti. Concluso il festival Duende, sempre al Borsoni, inizierà l’arena estiva». «Sono molto felice del lavoro che il Ctb sta facendo per crescere giovani spettatori che amino le arti performative» ha sottolineato la presidente Camilla Baresani.

Gli appuntamenti

L’apertura, il 7 e 8 giugno, sarà la proiezione del film «Seven Deaths of Maria Callas», di Nabil Elderkin, progetto di Marina Abramovic che vi compare accanto a Willem Dafoe. L’artista serba affianca a sette famose arie interpretate da Maria Callas la messa in scena della morte delle protagoniste. «Portare Marina Abramovic a Brescia è stata una conquista personale» ha svelato Busato. «Brescia sperimenta e fa ricerca anche nel teatro contemporaneo» ha aggiunto la sindaca, Laura Castelletti.

«Mammuth. Vita e morte di un’intelligenza artificiale» di Fartagnan Teatro è il secondo appuntamento, il 10 giugno: uno sguardo sul futuro con disincanto e umorismo e un interrogativo: cosa significa essere umani quando tutto ciò che ci circonda impara ad imitarci? «Cuore di porco» di Carrozzeria Orfeo (11 giugno) esplora il tema della metamorfosi fin dalle sue radici mitologiche, calandolo nella contemporaneità del rapporto tra umano e animale.

In scena «Mammut. Vita e morte di un'intelligenza artificiale»
In scena «Mammut. Vita e morte di un'intelligenza artificiale»

Il giovane regista di casa nostra, Michele Segreto, il 12 giugno porta al Borsoni «Dodeskaden» che ripercorre il momento più buio della vita di Akira Kurosawa, il crollo che lo portò a tentare il suicidio dopo il fiasco del suo film più personale. La sezione di prosa si completa con «The end» di Valeria Raimondi e Enrico Castellani e Babilonia Teatro (13 giugno), che parte da una constatazione scomoda: abbiamo costruito un mondo in cui la morte non trova più posto.

In cartellone anche due eventi speciali: il concerto immersivo «Tiny space» della cantautrice e performer Georgeanne Kalweit con il light artist Varius Collective (14 giugno al Borsoni); «La promessa. Spettacolo teatrale e in realtà virtuale» di Paolo Bignamini, produzione Ctb (13 giugno al Teatro Mezzadri, ingresso libero con prenotazione obbligatoria).

Biglietti e abbonamenti su vivaticket, biglietterie del Sociale e del Borsoni, punto vendita Ctb in piazza Loggia.

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

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