La ricorrenza dell’ottantesimo anniversario della Liberazione ha visto una nutrita serie di manifestazioni commemorative e convegni di studio, nonché la produzione di ricerche e pubblicazioni volte a collocare il 25 aprile 1945 nel quadro della storia dell’Italia contemporanea. Un rilievo particolare assume il lavoro curato da Filippo Focardi e Santo Peli, «Resistenza. La guerra partigiana in Italia (1943-1945)», edito da Carocci (425 pagine, 39 euro: sarà presentato dagli autori e dallo stesso Paolo Corsini giovedì 16 ottobre alle 17.30 nella sede della Fondazione Trebeschi in piazza Paolo VI 29, ndr).
Si tratta di una raccolta di 16 saggi che può certamente essere annoverata per l’originalità dei contributi e il loro spessore al livello delle grandi opere della storiografia resistenziale. Per intenderci, quelle di Battaglia, Quazza, Pavone e dello stesso Peli, storico bresciano, oggi il più autorevole studioso della lotta di Liberazione. Si devono infatti a lui l’apertura di nuove piste di indagine – il tema della violenza partigiana – e una interpretazione della «Resistenza difficile» definitivamente sottratta alle suggestioni della rettorica.




