Per Ale e Franz una festa di Natale trasformata in tour

Ale & Franz si fanno in quattro per il pubblico bresciano. La coppia comica milanese mette infatti in cantiere un poker di date con «Il nuovo spettacolo di Natale 2024», diretto da Alberto Ferrari: la prima dopodomani, martedì 10, al Teatro Giardino di Breno per la stagione di prosa del Delle Ali (appuntamento esaurito, ma è attiva la lista d’attesa); la seconda il giorno successivo, mercoledì 11, al Teatro Odeon Giacinto Prandelli di Lumezzane (anche in questo caso, biglietti esauriti, con lista d’attesa). Infine, ci sarà un doppio appuntamento post natalizio al Teatro Santa Giulia di Brescia, mercoledì 15 e giovedì 16 gennaio (biglietti a 33 euro, disponibili in prevendita).
In pista dal 1994, quello tra Ale & Franz (al secolo Alessandro Besentini e Francesco Villa) è un sodalizio che ha saputo conquistare un pubblico ampio (a teatro come in tv) attraverso una comicità dal taglio originale, tra lo stralunato e il surreale, che ha l’obiettivo dichiarato di fare ridere con leggerezza e intelligenza. Abbiamo parlato dello show con Franz.
Come nasce lo spettacolo?
Cinque anni fa abbiamo riaperto il Teatro Lirico di Milano (ora intitolato a Giorgio Gaber, ndr), e da allora c’è la tradizione di passare le feste di Natale proprio lì, con uno spettacolo che inizialmente nasceva e finiva al Lirico. Almeno fino a quest’anno, perché poi ci siamo detti: ci divertiamo, è una festa, forse dovremmo portarla un po’ in giro... Ed è quello che stiamo facendo: abbiamo cominciato da Verona, poi le Marche, Genova e tra qualche giorno saremo nel Bresciano. In tutto una quarantina di date, neanche poche, comprese quelle milanesi, che proprio non possono mancare.
L’impianto drammaturgico è diverso dal solito?
Sì, abbiamo allestito una cosa molto leggera, per passare due ore in allegria, con spirito natalizio, a volte anche con qualche amico che ci raggiunge a sorpresa sul palco. È soprattutto una festa, con poco dello spettacolo teatrale tradizionale: noi, che siamo sempre rigorosi riguardo alla quarta parete (il «muro immaginario» posto di fronte al palco, attraverso il quale lo spettatore osserva l’opera rappresentata, ideale completamento delle tre pareti del palco stesso, ndr), qui abbiamo demolito tutto, interagendo con il pubblico, perfino facendo salire la gente sul palco. E c’è un ruolo importante assegnato alla musica, tanto che siamo accompagnati da una band di livello, formata da Luigi Schiavone alla chitarra (storico sodale di Enrico Ruggeri, ndr), Fabrizio Palermo al basso, Francesco Luppi alle tastiere, Marco Orsi alla batteria e Raffaella Spina alla voce.
Con Ale formate da trent’anni una coppia professionale che, diversamente da tante altre del mondo dello spettacolo, non scoppia. Anzi, siete sempre piu affiatati... Qual è il segreto?
È duplice. C’è innanzitutto una ragione artistica: abbiamo dentro qualcosa da dire e da tirar fuori, insieme e con leggerezza, che non significa stupidità... Il secondo motivo è umano: tra noi c’è amicizia, complicità, consapevolezza di essere importanti l’uno per l’altro. Senza complicità nessuna relazione sta in piedi, di qualunque genere essa sia.
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