Ornella Tarantola: «Pandemia e Brexit, così ho dovuto chiudere l’Italian Bookshop di Londra»

«Il colpo di grazia dalle mutate abitudini d’acquisto e dall’aumento dei costi di importazione»
Ornella Tarantola - © www.giornaledibrescia.it
Ornella Tarantola - © www.giornaledibrescia.it

C’era una volta a Londra una piccola libreria dal cuore tricolore. E ora... non c’è più. Lunedì ha chiuso l’Italian Bookshop, esemplare unico della capitale britannica, diretto dalla bresciana Ornella Tarantola, la quale dal 1995 - quando cambiò radicalmente vita, trasferendosi in Inghilterra - ha svolto un ruolo informale, eppure fondamentale, di promotrice della cultura nazionale all’ombra del Big Ben, instaurando un rapporto di affettuosa fiducia con tanti connazionali (emigrati, residenti, di passaggio) ed inglesi attratti dal fascino della nostra lingua, che sono transitati nelle tre sedi del negozio succedutesi (a Cecil Court, quindi a Soho, infine a South Kensington), sentendosi accolti.

Al punto che l’appassionata Ornella e la libreria stessa - un binomio finora indissolubile - sono diventate punto di riferimento imprescindibile per la Little Italy londinese, non solo rispetto alla letteratura, ma anche al cinema d’autore, al teatro e alla musica.

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

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