Sanremo, il bresciano Invernici anche quest’anno firma i videoclip

La (sua) tradizione sanremese continua. Dopo aver affiancato il proprio nome nel 2025 ai videoclip dei singoli della conterranea Joan Thiele, del napoletano Rocco Hunt, del romano Tony Effe e del dj internazionale Gabry Ponte, il bresciano Lorenzo Invernici si è ripetuto con Maria Antonietta e Colombre, Samurai Jay e Le Bambole di pezza, in concorso appunto per la 76° edizione della kermesse della canzone italiana.
Ormai rinomato direttore della fotografia, il professionista insieme alla crew da lui fondata Rawspektiv è stato coinvolto dalla produzione di Borotalco Tv e ha così vissuto una totale full-immersion lavorativa nelle scorse settimane per rendere i girati fruibili al pubblico – su YouTube e i canali social – in occasione della prima serata del Festival. «È stata una vera corsa contro il tempo – racconta Lorenzo, che vanta varie collaborazioni con Francesco Renga, J-Ax, Francesca Michielin, Diodato e molti altri artisti di rango –. Leggendo comunque commenti a margine e recensioni, siamo contenti che lo sforzo abbia generato graditi risultati».
I tre videoclip
Riavvolgendo il nastro, il tour de force inizia il 5 febbraio a Torino con l'impegno relativo al brano «La felicità e basta» di Maria Antonietta e Colombre. «È stata una bella avventura – ammette Lorenzo –: disporre in maniera esclusiva del Museo nazionale del Risorgimento ci ha dato l'imbarazzo della scelta per l'allestimento. Entrare poi in simbiosi con lo storico edificio, ad esempio entrando nella Sala del Consiglio in cui nel 1848 è stato firmato lo Statuto Albertino, ha fomentato un mix di suggestione e creatività. Tale stato d'animo ha fatto da sfondo al set diretto magistralmente da Davide Bubani, in cui abbiamo voluto mescolare varie tecniche (dal green screen allo stop motion, solo per menzionarne le principali) per dar forma alla sceneggiatura e al tema centrale della fuga».
Chiuso un progetto, via poi di corsa a Milano per cimentarsi con le riprese di «Ossessione» di Samurai Jay, che ha contemplato anche ospiti speciali. A tal proposito è divenuta subito iconica e virale la scena in cui il giovane cantautore beve del rum dal piede dell'avvenente show-girl Belen Rodriguez. «Se ne sta parlando tanto di quel frame in effetti – ammette Lorenzo, classe 1987 e da sempre residente a Brescia –. In generale l'intero video sta lasciando il segno tra addetti ai lavori e pubblico. L'ambientazione western studiata ad hoc quale citazione del film “Dal tramonto all’alba” di Quentin Tarantino è una proposta particolare e accattivante. Non bastasse, disponendo di un cospicuo budget, nulla é lasciato al caso e ogni dettaglio è curato alla perfezione: basti pensare che nella zuffa finale al bancone sono entrati in azione degli stuntmen, per gli spari a salve sono intervenuti degli esperti di armi da Roma. Certo, nessuno s'immagina che per realizzare quanto fruibile in meno di 5 minuti siano servite 18 ore no-stop... a cui bisogna sommarne altre di post-produzione. E, nonostante non sia stato facile, l'aspetto estetico mi piace. Ho l'occhio per questo fin da bambino, ovvero da quando seguivo papà nelle sessioni di fotografia naturalistica, e coltivato successivamente nel corso degli studi all'istituto Laba».
Per concludere il trittico, ecco infine l'appuntamento con Le Bambole di pezza per dare una forma visiva al loro brano «Resta con me». «Qui siamo stati un po’ più sul tradizionale, meno stravaganti – evidenzia il dop nostrano, già inserito nei titoli di coda di lavori che traducono in video le parole e le musiche firmate da Coma_Cose, Mr.Rain, Levante, Emis Killa, Annalisa, Guè, Boomdabash, Francesco Gabbani, Fabio Rovazzi, Vinaj, Meca, Tiziano Ferro, Paulo, Marco Mengoni, Achille Lauro, Coez, Francesca Michielin, Rkomi e Samuele Bersani –. Nello script, il focus doveva valorizzare la rock band al femminile, gli sguardi, le movenze delle componenti, i loro gesti con gli strumenti musicali nella registrazione del playback della canzone. E trovandomi in pieno feeling con la regista Giulia Mucci la direzione è andata proprio in quel senso».
Si arricchisce ulteriormente, dunque, il curriculum già notevole d'Invernici: «Adoro ed è stimolante sperimentare vari ambiti d'azione – chiosa lo stesso operatore in azione dietro le quinte –. Ho la fortuna di divertirmi nel mio lavoro».
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